giovedì 14 luglio 2011

IMPARIAMO SORRIDENDO, di Fabio Trevisan

IMPARIAMO SORRIDENDO

“Lasciando da parte le complicazioni legate al breakfast umano, diremo che in sostanza l’uovo esiste esclusivamente allo scopo di produrre la gallina, ma la gallina non esiste soltanto per produrre un altro uovo”.

L’esilarante frase riportata appartiene al grande scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) che nel saggio del 1910 What’s Wrong with the World, meritoriamente tradotto da Lindau con il titolo Ciò che non va nel mondo, si pose l’annosa questione filosofica se fosse nato prima l’uovo o la gallina. La risposta che dette, rimane ancor oggi stupefacente. Innanzitutto perché ritenne l’antica questione, se correttamente compresa, tutt’altro che futile; in secondo luogo perché pose il dilemma in una visione soprannaturale, alla quale personalmente dichiarò di aderire. L’uovo e la gallina, per il grande pensatore londinese, non si ponevano sullo stesso piano:
la gallina non esisteva soltanto per produrre un altro uovo, ma poteva esistere anche per divertirsi e per lodare Dio. Fuor di metafora, Chesterton voleva far conoscere sorridendo un’altra dimensione dell’uomo, legata sopranaturalmente alla concezione del mondo che egli aveva.
Così ancora sosteneva: «Non siamo capaci di parlar d’altro che di uomini utili e di istituzioni lavorative; in altre parole, vediamo le galline soltanto come macchine per produrre nuove uova».
Chesterton voleva così contrastare quel pragmatismo che riduceva la dignità di ogni persona all’efficienza e che collocava persino la gallina alla mera riproduzione quantitativa di uova. Anche all’uomo moderno utilitarista ed affaccendato, la questione se sia nato prima l’uovo e la gallina appare una barzelletta filosofica ed inutile.  Sembrerebbe che si potesse benissimo fare a meno di tali insignificanti questioni.  Ecco la risposta efficace e puntuale di Chesterton: «Il nostro tempo ha partorito una curiosa fantasia, secondo la quale quando le cose si mettono davvero male abbiamo bisogno di un uomo pratico. Ma sarebbe assai più giusto dire che quando le cose vanno assai male avremmo bisogno di un uomo non pratico». Questo non significa affatto che dobbiamo trastullarci con amene discussioni filosofiche, ma che piuttosto è sbagliato suonare la cetra mentre Roma brucia, ma è del tutto legittimo studiare la teoria dell’idraulica mentre Roma brucia.


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