giovedì 28 febbraio 2013

Un aforisma al giorno (Viva il Papa!)


«Il mondo si troverà sempre più in una posizione in cui perfino i politici e gli uomini che esercitano una professione si troveranno a dire: "Se il Papa non esistesse, bisognerebbe inventarlo"».

Gilbert Keith Chesterton, La mia fede

mercoledì 27 febbraio 2013

Un aforisma al giorno (un grande classico di cui i più ignorano la fonte)

"Non ci sono parole per esprimere l'abisso che corre fra l'essere soli e l'avere un alleato. Si può concedere ai matematici che quattro è due volte due; ma due non è due volte uno: due è duemila volte uno".

Gilbert Keith Chesterton, L'Uomo che fu Giovedì 

martedì 26 febbraio 2013

Sapienza

Militia est vita hominis super terram.

Liber Job, 7, 1

Un aforisma al giorno

"Ciò che chiamiamo emancipazione è sempre e per necessità semplicemente la libera scelta dell'anima tra un tipo di limitazione ed un'altra".

Gilbert Keith Chesterton, Daily News del 21.12.05

Un aforisma al giorno

"Il coltello non è che una corta spada, e il coltellino a serramanico è una spada segreta".

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del drago e altre serissime storie

lunedì 25 febbraio 2013

Tremende Bazzecole - da Tempi (la nostra Annalisa Teggi): Giacomo, 14 anni, ci ha lasciati (e la primavera pulsa sotto questa neve bianca)

http://www.tempi.it/blog/giacomo-14-anni-ci-ha-lasciati-e-la-primavera-pulsa-sotto-questa-neve-bianca#.USsvtKUQgTt

Qui di seguito un assaggio:


"Di quali grandi battaglie potremo fregiarci e inorgoglirci se quella battaglia che ciascuno gioca a tu per tu con la morte ci vede in ogni caso sconfitti? Questo lucidamente si chiedeva un re potente di nome Guthrum, che il signor Chesterton immaginò pensoso e triste proprio all’apice del suo successo come guerriero: nel poema La ballata del cavallo bianco, quel re vittorioso, che poteva vantarsi di un potere grande conquistato infliggendo la morte sul campo di battaglia a innumerevoli nemici, constatava infine di essere inerte di fronte a questo pensiero: «e una lacrima è già nel fiore più piccolo, perché ogni fiore, come il fiore di mare, ha l’odore salato della morte».
La vista può essere ingannata da questa fitta coltre che copre tutto, ma sotto di essa restano i boccioli, i germogli, i getti che io ho visto nel mio giardino. E c’è una voce che s’azzarda a rispondere a quel re triste e pensoso. Il signor Chesterton immaginò, in una delle sue poesie più celebri, di far parlare un bambino non ancora nato. Non c’era dietro nessuna battaglia sull’aborto, bensì qualcosa di più complessivo e vicino all’esperienza di tutti: era il tentativo di dar voce all’io di ciascuno di noi, immaginando che fosse solo e ancora il grido di chi dal buio desidera esistere, cioè essere tolto al vuoto del nulla. E quella voce bambina, che solo conosce l’oscurità del non essere, proclama infine: «meglio un’ora, e poter piangere e combattere, piuttosto che questo infinito vuoto a misurare l’impero della notte». Qualsiasi neve scenda sul nostro umano, sotto rimane questa primavera, per cui tutti sappiamo bene che gigantesco dono sia il darsi della vita. Per tutto il poco o tanto tempo in cui si dà, nel modo in cui si dà; meglio un’ora e poter piangere e combattere, piuttosto che l’infinito vuoto".

domenica 24 febbraio 2013

Un aforisma di R. L. Stevenson, autore amato da GKC (lo abbiamo rubato ad Andrea Monda)

"Esigiamo compiti più elevati perché non siamo capaci di riconoscere l'elevatezza di quelli che già ci sono assegnati. Cercare di essere gentili e onesti sembra un affare troppo semplice e privo di risonanza per uomini del nostro stampo eroico; piuttosto ci getteremmo in qualcosa di audace, arduo e decisivo: preferiremmo scoprire uno scisma o reprimere un'eresia, tagliarci una mano o mortificare un desiderio. Ma il compito davanti a noi, cioè quello di sopportare la nostra esistenza, richiede una finezza microscopica, e l'eroismo necessario è quello della pazienza. Il nodo gordiano della vita non può essere risolto con un taglio: ogni intrico va sciolto sorridendo".

R. L. Stevenson

venerdì 22 febbraio 2013

Una riflessione del nostro Paolo Gulisano sulla rinuncia di Papa Benedetto XVI

http://www.paologulisano.com/?p=288

Socci ai cardinali: dimettetevi voi e chiedete al Papa di restare - Dal quotidiano Libero

C'è una domanda che mi urge da quando Benedetto XVI ha dato l'annuncio choc delle sue dimissioni. Perché i cardinali, che sono i prìncipi della Chiesa e indossano vesti rosse per significare la disponibilità al martirio, quindi una dedizione totale alla Chiesa, i cardinali che conoscono la grandezza di papa Benedetto XVI e anche lo smarrimento del popolo cristiano per le sue dimissioni, perché - dicevo - non fanno almeno un tentativo per chiedergli di ripensarci? È una domanda che mi pongo da semplice cristiano, che stima immensamente questo Pontefice e ama la Chiesa. Sono tanti i fedeli che hanno espresso questo desiderio e voglio dunque lanciare pubblicamente questo piccolo appello. Prima che arrivi quel fatale 28 febbraio e prima che si metta in moto la macchina del Conclave, ratificando queste storiche dimissioni di un Vicario di Cristo. I porporati potrebbero, tutti insieme, in perfetta unità e comunione, fare (almeno) un passo verso il Santo Padre perché riconsideri la sua decisione e - imitandone il distacco dalle cose terrene - potrebbero accompagnare questa accorata richiesta mettendo a sua disposizione i loro mandati e incarichi, in modo da permettergli le eventuali scelte che gli sarebbero di aiuto nella ripresa del suo ministero.

Disponibilità totale - Questa «disponibilità totale», infatti, sarebbe un grande gesto, una risposta consona da parte del collegio cardinalizio a quanto scritto da Benedetto XVI nella sua dichiarazione di dimissioni, che sono state motivate così: «Nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell'animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato». Ciò che ha colpito tutti non è solo il riferimento al venir meno del «vigore del corpo» (che è del tutto comprensibile, ma che è una condizione di tutti i pontefici). Ha sorpreso soprattutto il riferimento al diminuito «vigore dell'animo». Qualcosa che ha a che fare con un senso di sconforto e di solitudine e che potremmo considerare anche come una preghiera di aiuto, di vicinanza, di collaborazione. Il popolo cristiano ha giustamente interpretato queste parole come un appello alla preghiera e alla conversione. Io stesso ho ricevuto tanti messaggi e lettere in cui dei semplici fedeli mi dicono che si sentono chiamati dal gesto del papa a impegnarsi in un vero cammino di santità.

Analogamente un'eventuale iniziativa dei cardinali, corredata di «rinuncia» e di piena disponibilità, potrebbe essere una grande risposta cristiana al «grido» del Santo Padre, che - facendo tesoro del loro passo indietro - potrebbe disporre un ringiovanimento generale, capace di portare nuove energie (fisiche e spirituali) al pontificato. A un gesto straordinario come quello del Papa si addice almeno una risposta che sia allo stesso livello, che mostri lo stesso amore per la barca di Pietro, la stessa abnegazione. Probabilmente un simile appello corale del collegio cardinalizio,  a nome del popolo di Dio, non otterrebbe comunque dal papa l'auspicato ripensamento, ma di certo sarebbe un grande segno di affetto e stima al Pontefice (per lui stesso molto confortante). E sarebbe pure una bellissima testimonianza, data al mondo, di distacco dalle cose terrene, di slancio evangelico e di amore esclusivo a Gesù Cristo. In un momento in cui, sui media, si rappresenta la Curia e l'insieme del collegio cardinalizio come un qualsiasi consesso mondano, diviso da lotte di potere, ambizioni, fazioni e interessi, questa iniziativa mostrerebbe cosa è veramente la Chiesa e cosa è Pietro per la Chiesa di Dio.

Non ho nessun titolo per dare consigli ai porporati. E anche nessuna voglia di farlo. Questo è semplicemente un desiderio, espresso da chi vive la fede sul fronte della prova e sulla trincea del mondo. È comprensibile che nessuno ci abbia pensato finora, vista l'assoluta novità di questa situazione. In effetti, sebbene le dimissioni siano una facoltà prevista dal Codice di diritto canonico, bisogna riconoscere che si tratta di un caso unico nella storia della Chiesa. Che ha sorpreso tutti. Nessun Papa aveva finora rinunciato per motivi di età (gli stessi Pio XII, Paolo VI e Giovanni Paolo II avevano considerato la possibilità, ma per seri motivi di salute e infine scelsero di restare). Gli altri due casi storici evocati - Celestino V e Gregorio XII - sono del tutto diversi da quello di Benedetto XVI e, in un certo senso, non costituiscono dei precedenti. 

Un vuoto immenso - Certo la rinuncia di per sé non deve scandalizzare ed è - lo ripeto - perfettamente conforme alle norme del Codice di diritto canonico. Ma è possibile ragionare sulle motivazioni? Si può tentare ancora qualcosa per aiutare il Papa e per indurlo a tornare sui suoi passi? La Cristianità, in questo momento storico veramente drammatico per la fede, può privarsi (definitivamente e totalmente) di una voce così alta, di una presenza così illuminante e di un magistero straordinario come quello di Benedetto XVI? Che questa grande figura di padre e maestro scompaia totalmente (e di colpo) per il mondo, come ha preannunciato, dà profonda tristezza. Senza nulla togliere al prossimo pontefice che certo svolgerà al meglio il ministero petrino, possiamo dire che dalle ore 20 del 28 febbraio si sentirà un vuoto immenso?

di Antonio Socci

giovedì 21 febbraio 2013

Un aforisma al giorno


Il buon senso ci dice (...) che non si possono ribaltare tutte le cose esistenti, le abitudini, i compromessi, a meno che non si creda in qualcosa che sta al di fuori di esse, qualcosa di positivo e divino”.

Gilbert Keith Chesterton, Il Napoleone di Notting Hill

mercoledì 20 febbraio 2013

Al Gemelli si parla di vita con dei nostri grandi amici


Salute: al Gemelli ciclo incontri indaga 'il mistero dell'essere'

20 Febbraio 2013 - 14:39

(ASCA) - Roma, 20 feb - ''La vita prenatale: indagando il mistero dell'essere'', e' il titolo del seminario che venerdi' prossimo, 22 febbraio, al Policlinico universitario A. Gemelli di Roma, vedra' protagonista Carlo Bellieni, docente di Terapia neonatale presso la Scuola di specializzazione di Pediatria all'Universita' di Siena ed editorialista di Avvenire e Osservatore Romano.

E' il secondo appuntamento del ciclo di incontri ''La vita e' degna, sempre'' promosso dal Centro Ateneo per la Vita dell'Universita' Cattolica e la collaborazione del Centro Culturale di Roma. Incontri dedicati ai momenti ''deboli'' della vita umana, la vita prenatale, la disabilita', la vecchiaia avanzata, il fine vita.

Con Bellieni sara' protagonista Roberto Corbella, papa' di Chiara, madre santa come Gianna Beretta Molla, come la defini' il cardinale vicario Agostino Vallini durante le esequie. Morta prematuramente a soli 28 anni rimando' le cure che avrebbero potuto salvarla, pur di portare a termine la gravidanza del figlio Francesco.

A discutere sul mistero della vita prenatale Giuseppe Noia, Docente di medicina dell'Eta' Prenatale alla Cattolica di Roma, e Patrizia Papacci, dell'Unita' operativa complessa di Neonatologia Policlinico A. Gemelli.

Introduce i lavori Massimo Antonelli, Direttore del Centro di Ateneo per la Vita dell'Universita' Cattolica.

Dopo il primo seminario svoltosi lo scorso novembre dal titolo ''Sla: i problemi socio assistenziali per i malati e familiari'', nel corso del 2013 seguiranno altri incontri del ciclo ''La vita e' degna, sempre'', che ha il sostegno di Eni, su: La disabilita' nello sport; Lo stato vegetativo; La vecchiaia e il fine vita. red/mpd

 





CONVEGNO CHESTERTONIANO - TUTTE LE STRADE...


CONVEGNO CHESTERTONIANO - TUTTE LE STRADE... - 16 Marzo 2013
Archivio della Chiesa Nuova, Roma

Programma di massima (salvo variazioni)

10.00 - Welcome / benvenuto - Raduno all'Archivio della Chiesa Nuova / Gathering at Chiesa Nuova’s Archive.
10.30 - Benvenuto di Sr Sabina Nicolini, Maestra delle Cerimonie / Brief welcome by Sr Sabina Nicolini, Conference's M.C. - Presentazione dei relatori / Introduction of the speakers
10.45 - don Spencer Howe - Una parola sul cuore dell'incontro / A word about the heart of the meeting
11.00 - Relatore I: Dale Ahlquist, presidente della Società Chestertoniana Americana / President of American Chesterton Society - All Roads... / Tutte le strade...
12.00 - Santa Messa alla Chiesa Nuova - Holy Mass at Chiesa Nuova
13.00 - Libero per pranzo fuori (pranzo al sacco alla residenza per i pellegrini) - free time for eating picnic lunch

15.05-15.35 - Relatore II: Paolo Gulisano - Chesterton, Roma e l'Italia, "una nazione di gentiluomini" / Chesterton, Rome and Italy, "a nation of gentlemen"
15.35-16.15 - Relatore III: Martine ThompsonChesterton and the Cross / Chesterton e la Croce

16.15-16.35 - Coffee break - pausa per caffè

16.45 - 17.05 - Relatore IV: Marco Sermarini, presidente della Società Chestertoniana Italiana - Chesterton è attuale? Il distributismo, una risposta ad un mondo in crisi / Is Chesterton still relevant? The Distributism, an answer to a doldrums world.
17.15-17.50 - Relatore V: Annalisa Teggi - Essere o non essere? Essere è la risposta di GKC - A spasso con GKC - La vita che rinverdisce sotto i nostri piedi / To be or not to be? To be is GKC's answer - A walk with GKC - The life that under our feet revives.
18.00 - Vespri Solenni / Solemn Vespers (Vespri cantati in latino / chanted Latin vespers) - S. Salvatore in Lauro.
18.30 - Banchetto a La Focaccia (vicina a Piazza Navona) - con musica, canti... / Banquet in La Focaccia Restaurant - with music, songs...
Cammino per le strade fino a Piazza Navona - A walk along the streets to Piazza Navona - Canti e divertimento / For singing and fun (Chesterton Academy students & Studenti della Scuola Chesterton).

Sarà l'occasione per celebrare il gemellaggio tra la Chesterton Academy di Minneapolis e la Scuola Libera "G. K. Chesterton" di San Benedetto del Tronto.

Chi volesse partecipare con noi al banchetto deve farcelo sapere tramite l'indirizzo di posta elettronica della nostra Società entro il 1 Marzo per chiarissime ragioni organizzative.

Altrettanto chiediamo, senza nessun vincolo, di farci sapere - stesso mezzo - chi pensa di partecipare al convegno.

Una foto molto famosa


E' una foto famosa, di cui esiste una versione forse più ravvicinata ed un'altra di lato (qui sotto).

Si tratta di tre amici, George Bernard Shaw, Hilaire Belloc, Gilbert Keith Chesterton.

E' la foto relativa al famoso confronto tra Shaw e Chesterton, moderato e diretto da Hilaire Belloc, dal titolo "Do we agree?", ossia "Siamo d'accordo?". E' evidente che i due amici-nemici non lo fossero.

Il confronto, per cui gli spettatori pagarono un regolare biglietto di ingresso e che creò più di un disagio a chi - pur avendo pagato il biglietto - fu chiuso fuori e riammesso solo dopo un cospicuo rumoreggiamento, fu un grande successo per GKC.

La trascrizione dell'evento dice a quel punto:

(At this point the debate was interrupted by persistent knocking at
the doors by ticket-holders who had, through some misunderstanding,
been locked out.  On the chairman's intervention the doors were opened,
and order was restored Mr. Shaw then proceeded).


Shaw fu colui che coniò a proposito di Chesterton l'appellativo "the colossal Genius", il genio colossale. Ebbe sempre una grande ammirazione per GKC ed un rapporto davvero cordiale, pur nelle sentite differenze. La cordialità si esprimeva in battute di questo genere:

Chesterton al magrissimo Shaw: "Vedendoti qualcuno potrebbe pensare che in Inghilterra ci sia una carestia".
Shaw alla taglia fortissima Chesterton: "E vedendo te potrebbe pensare che sia stato tu a provocarla...".

Shaw a Chesterton: "Se fossi grasso come te mi impiccherei".
Chesterton a Shaw: "E se avessi quest'insana idea userei te come corda...".

Shaw fu molto addolorato dalla prematura morte dell'amico Gilbert (Shaw era molto più anziano di Chesterton) ed ebbe sincere parole di commozione e conforto per la moglie Frances.

Belloc, che dire? Era l'altra metà del Chesterbelloc...

George MacDonald, uno degli scrittori più amati da GKC


Presto torneremo sull'argomento. Da bambino di sette - otto anni iniziò a scrivere per imitarlo, pensate.

MacDonald ebbe a che fare anche con l'Italia.

Paolo Gulisano ne ha scritto una biografia e Pietro Federico ne ha tradotto un romanzo.

martedì 19 febbraio 2013

Un aforisma al giorno

"Il mondo FUORI dalla casa vive oggi sotto la rigida disciplina della routine, ed è solo dentro la casa che c'è un vero spazio per l'individualità e la libertà. Chiunque fa un passo fuori casa è costretto a stare al passo di una processione, tutti vanno nella stessa direzione e in gran parte sono obbligati a indossare la stessa uniforme".

G. K. Chesterton, La mia fede

Leggete questo articolo - I diritti dei figli non sono negoziabili

http://www.forumfamiglie.org/allegati/rassegna_26870.pdf

Chesterton in campagna elettorale: l'esempio della vecchietta del Somerset - dal blog di Annalisa Teggi

http://selvaticitadomestica.blogspot.it/2013/02/chesterton-in-campagna-elettorale.html

venerdì 15 febbraio 2013

Chesterton in altre parole - Chesterton e i(l) Nobel

Come abbiamo scritto in un precedente post, Chesterton fu candidato al premio Nobel nell'anno in cui il premio fu assegnato a Luigi Pirandello.

Ma abbiamo scoperto che alcuni premi Nobel lo hanno citato in loro discorsi.

Eccoli qua:

Ronald H. Coase (premio Nobel per l'economia 1991):

http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/economics/laureates/1991/coase-lecture.html

Francois Mauriac (premio Nobel per la letteratura1952):

http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1952/mauriac-speech.html

Amartya Sen (premio Nobel per l'economia 1998):

http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1913/tagore-article.html

Non è una foto molto quaresimale ma la mettiamo lo stesso...


Un Chesterton in versione Bacco

Una bella copertina di un'opera mai abbastanza valorizzata di GKC


Guardate che bel giovanotto!


mercoledì 13 febbraio 2013

Uomini e tristezze - Dal Corriere - Il tribunale si rifiuta di riconoscere le nozze di Concia

http://www.forumfamiglie.org/allegati/rassegna_26793.pdf

Che il tribunale non abbia riconosciuto le "nozze" della signora Paola Concia con un'altra signora in sé è una notizia non triste (il Tribunale in questione ha peraltro applicato la legge italiana, Deo gratias).

Il punto qual è?

E' che siamo solo al primo tentativo, poi comunque ci sarà la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo...

Sarebbe il caso di far sentire sempre la propria voce dicendo che questi non sono matrimoni, non sono vere unioni, che vanno contro la legge naturale, contro l'uomo, contro tutto e non tacere facendo credere che si è d'accordo.

Il giorno dopo, se lo farete, vi copriranno di contumelie e vi diranno che siete omofobi che oggi è peggio che dire tagliagole, però avrete detto la verità. Tacendo, no.

martedì 12 febbraio 2013

Un aforisma al giorno

«Cristo non scelse come pietra angolare il geniale Paolo o il mistico Giovanni, ma un imbroglione, uno snob, un codardo: in una parola, un uomo. E su quella pietra Egli ha edificato la Sua Chiesa, e le porte dell'Inferno non hanno prevalso su di essa. Tutti gli imperi e tutti i regni sono crollati, per questa intrinseca e costante debolezza,
che furono fondati da uomini forti su uomini forti. Ma quest'unica cosa, la storica Chiesa cristiana, fu fondata su un uomo debole, e per questo motivo è indistruttibile. Poiché nessuna catena è più forte del suo anello più debole» 


Gilbert Keith Chesterton, Eretici

Chiediamo a tutti di pregare il Santo Rosario ogni giorno per l'elezione del Successore di Pietro

Carissimi Amici,

il momento che sta attraversando la Chiesa Cattolica con la rinuncia di Papa Benedetto XVI è davvero intenso e grave.
Quello che chiediamo a tutti è di unirsi nella preghiera del Santo Rosario quotidiano da qui sino all'elezione del nuovo Pontefice.

Le porte degl'inferi non prevarranno, noi cattolici dobbiamo fare ciascuno la propria parte nella battaglia, ed ora è il momento di pregare, ora combattere significa pregare.

Da oggi quindi iniziamo il Santo Rosario quotidiano per l'elezione del nuovo Pontefice.

lunedì 11 febbraio 2013

Un invito da seguire che suggeriamo di diffondere

Soc Chestertoniana (@Sochest)
"@dongabriele: Crociata per un milione di Rosari al giorno fino alla fine del Conclave tinyurl.com/ccemn26"

Sulle dimissioni del Santo Padre

Amici, sembra che il Santo Padre voglia dimettersi.

Preghiamo intensamente.

Un aforisma al giorno (come al solito Gilbert veleggiava decine di anni avanti a tutti, amen!)

"C'è stato un momento, e potrà esserci ancora, in cui l'Europa aveva un centro: dobbiamo aspettarci, in futuro, molti patetici tentativi di centralizzare l'Europa senza un centro".

Gilbert Keith Chesterton, Chaucer

domenica 10 febbraio 2013

Chesterton discusse per radio con Bertrand Russell

Chesterton partecipò ad una lunga serie di trasmissioni radiofoniche sulla BBC, riscuotendo un grande successo di pubblico, ed in una di queste tenne un contraddittorio (ovviamente vittorioso per lui!) con il filosofo e matematico inglese Betrand Russell.
Era il 16 Novembre 1935.

giovedì 7 febbraio 2013

Gli hobbit ovvero gli umili del Magnificat - Andrea Monda per Rubbettino

Esce per Rubbettino "A proposito degli hobbit", ebook di Andrea Monda in cui si analizza la figura dei coraggiosi eroi tolkeniani

È ancora viva l'eco planetaria suscitata dalla proiezione nelle sale del primo episodio del colossal Lo Hobbit diretto da Peter Jackson tratto dall'omonimo romanzo di John Ronald Reuel Tolkien e prequel del notissimo Signore degli anelli.
Ma chi sono davvero questi timidi abitanti della Terra di Mezzo? Qual è la carica simbolica di questo racconto?
A svelarcelo è Andrea Monda, già autore per Rubbettino del volume L'anello e la croce. Il significato teologico del Signore degli Anelli che in questo nuovo libro, che riprende in parte il precedente, si sofferma in particolare proprio sugli hobbit, la genia cui Frodo Baggins, il protagonista del romanzo di Tolkien, appartiene.
Secondo Monda gli hobbit rappresentano in pieno gli "humiles" ("humus" peraltro in latino significa "terra, suolo", ed è proprio nei recessi del suolo che quale vivono gli hobbit) che nel cantico del Magnificat riportato dal Vangelo di Luca vengono esaltati. Gli hobbit sono "bassi" (in ebraico "shaphal", letteralmente basso, è il termine usato per indicare i "poveri" in spirito delle beatitudini), sono semplici, puri di cuore, contrapposti invece a un mondo abitato da "orgogliosi" da "potenti", da Sauron a Saruman, a Denethor a Boromir.
Il leit-motiv del libro è peraltro quello che i piccoli diventano protagonisti. Come afferma Elrond al termine della convocazione nella sua reggia-santuario:

"Né la forza né la saggezza ci condurrebbe lontano; questo è un cammino che i deboli possono intraprendere con la medesima speranza dei forti. Eppure tale è il corso degli eventi che muovono le ruote del mondo, che sono spesso le piccole mani ad agire per necessità, mentre gli occhi dei grandi sono rivolti altrove... È giunta l'ora del popolo della Contea, ed esso si leva dai campi silenziosi e tranquilli per scuotere le torri ed i consigli dei grandi!"

Come non leggervi le parole evangeliche riportate da Matteo: "Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli."?

Il libro di Monda si rivela insomma come una sorta di straordinaria mappa ermeneutica per viaggiare nella Terra di Mezzo e, dopo aver goduto della straordinaria capacità immaginifica del suo autore, apprezzarne la ricca simbologia.

L'ebook è acquistabile su tutti gli store on line (bookrepublic, IBS, Amazon ecc.)

Uomini e tristezza - Quasi tutti in Europa si calano le braghe sui matrimoni gay pur esistendo una maggioranza troppo silenziosa che non li vuole

07 Febbraio 2013 - Foglio
Unioni Omosessuali
La neolingua del matrimonio gay 300 KB

07 Febbraio 2013 - Avvenire
Unioni Omosessuali
In Italia un dibattito surreale 288 KB

07 Febbraio 2013 - Libero
Unioni Omosessuali
Per Bersani la coppia gay ha pi diritti di quella etero 286 KB

07 Febbraio 2013 - CorrieredellaSera
Unioni Di Fatto
La parola che manca alle persone non sposate 259 KB

07 Febbraio 2013 - Repubblica
Unioni Omosessuali
Il ritardo dell'Italia 94 KB

07 Febbraio 2013 - Nazione
Unioni Omosessuali
Mai bimbi russi ai francesi gay 292 KB

07 Febbraio 2013 - Europa
Unioni Omosessuali
SPAGNA. Anche i popolari si arrendono 252 KB

Distributismo - Leggete questo articolo di Antonio Margheriti Mastino da La Nuova Bussola Quotidiana

Siena e l'insegnamento inascoltato di San Bernardino

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-siena-e-linsegnamento-inascoltato-di-san-bernardino-5748.htm

Il nostro Paolo Gulisano parla di Chesterton e distributismo su Il Sussidiario - Chesterton / Quella "profezia" sui banchieri di Wall Street

Qui sotto il collegamento al sito de Il Sussidiario.

Siamo lieti che il nostro vicepresidente ed amico rialzi il tiro sul distributismo e la sua attualità. Ogni giorno segnaliamo che esistono in giro nel mondo ed anche in Italia esperienze vere di distributismo, per cui il distributismo non è solo un auspicio non ancora studiato dagli economisti ma è una realtà.

Per quanto consta all'Uomo Vivo, più gli economisti staranno lontani dal distributismo, meno verrà teorizzato e più fiorirà. Dire che bisogna fare dei modelli, delle equazioni e così via, sennò sono tutte chiacchiere, è come cercare di descrivere una partita prima di giocarla per paura di puntare sulla squadra sbagliata. 

Noi distributisti di cuore il distributismo lo stiamo cercando di fare, e ciò è l'unico modo perché esso si verifichi. Occorrerebbe poi tornare a guarda alla nostra tradizione come da tempo a più voci cerchiamo di dire da questa lunga colonna (il cosiddetto blog non è come un unico rullo, o se preferite una colonna...?). Mettendo nel motore di ricerca interno la parola "distributismo" vedrete molti articoli sul punto e non dovrete andare a cercare gli studi di chissà chi sul punto, tanto meno quelli di chi il distributismo lo ritiene "roba da comunisti" o di chi lo ritiene "roba da fascisti". Queste persone che peraltro rispetto hanno ancora il problema di ragionare secondo usanze e stilemi durissimi a morire e che non appartengono alla Tradizione Cristiana (destra, sinistra, centro) ma a quella hegeliana. Noi preferiamo tornare a San Benedetto da Norcia, San Tommaso d'Aquino, San Bernardino da Siena, San Giacomo della Marca. Il resto lo lasciamo a chi ancora pensa di cavare sangue dalle rape.

Non parliamo di chi ancora accende candele ad Adam Smith e compagni...

Da qui abbiamo parlato della Scuola Libera "Gilbert Keith Chesterton" di San Benedetto del Tronto (ci sono in mezzo anch'io), della Chesterton Academy di St. Paul, Minnesota (USA), della Central Catholic Library di Dublino (Irlanda), delle centinaia di persone che ogni giorno riprendono in mano la zappa e buttano alle ortiche l'Europa delle quote latte, dell'agricoltura industrializzata, e di tante altre cose.

E' di questi giorni la storia del Monte dei Paschi di Siena, una vicenda se vogliamo emblematica da questo punto di vista: al di là delle connotazioni morali e moralistiche che le vengono date (che piacciono molto alle forze politiche attuali nessuna esclusa, il che è veramente paradossale), si riesce bene a comprendere cosa hanno nel cuore i banchieri, cosa si fa quando si ripone fiducia nel "sistema bancario", cosa significa sperare che la banca ti dia un mutuo (è come sperare e pregare che qualcuno ti metta i ceppi ai piedi per dieci, venti, trenta anni... direte: ma non sei realista! Come fai oggi ad avere soldi se ti servono? E io rispondo: come si faceva ai tempi di San Giacomo della Marca? Il problema è che ce lo siamo dimenticati e che nel frattempo è stata costruita una legislazione d'acciaio a favore di questo sistema bancario, in nome di regole "tecniche").

Sono solo spunti di riflessione che mi auguro di poter sviluppare.


http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2013/2/7/CHESTERTON-Quella-profezia-sui-banchieri-di-Wall-Street/361296/

martedì 5 febbraio 2013

Un aforisma al giorno (attuale: da riferire ai candidati alle prossime elezioni)

«I grandi finanzieri comprano e vendono migliaia di cose che nessuno vede e che sono del tutto prive di usi pratici. E così finisce l'avventura di affidarsi soltanto ai fatti; finisce nel paese dei sogni popolato da fantastiche astrazioni. Dobbiamo ritornare all'idea di governare per mezzo delle idee».

Gilbert Keith Chesterton La mia fede

Un aforisma al giorno

«Dove ci sono una piccola fattoria, un uomo libero e uno spirito combattente, c'è anche sempre un tributo alla terra, alla case e all'altare».

Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù

Un aforisma al giorno

«Esiste la maniera cattolica di imparare l'alfabeto: essa vi impedisce, ad esempio, di pensare che apprendere l'alfabeto sia la sola cosa importante; oppure vi impedisce di disprezzare chi è migliore di voi, anche se, di imparare l'alfabeto, egli non abbia avuto l'occasione».

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago ed altre serissime storie

lunedì 4 febbraio 2013

Ricorre il centenario della pubblicazione di The Victorian Age in Literature

Proprio in questo mese di Febbraio di cento anni fa GKC pubblicava The Victorian Age in literature.

Lo pubblicava per la Home University Library.

Gli editori premisero all'opera questa nota: "questo libro non è presentato come una storia autorevole della letteratura vittoriana. È una libera e personale presa di posizione ed impressioni sul significato della letteratura vittoriana...".

È ancora un capolavoro, nonostante questa buffa premessa degli editori.

In Italia manca dagli anni Quaranta.

La caccia al tesoro di Gilbert

Il 24 Settembre 1930 Frances Chesterton scrive a sua suocera che quel giorno, sulla nave di ritorno dagli Stati Uniti d'America, il commissario di bordo e suo marito avevano organizzato una bella caccia al tesoro per la quale GKC aveva scritto alcuni divertenti versi in rima da usare quali indizi per la caccia.

Questi versi, accompagnati da disegni a gesso colorato su carta marrone, furono più tardi trovati da Dorothy Collins raccolti come oggetti da collezione.

Da La Nuova Bussola Quotidiana - In campo i Giuristi per la Vita

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-scendono-in-campo-i-giuristi-per-la-vita-5722.htm

La legislazione sull'aborto in Irlanda ha unito i pro-life e diviso il partito di Enda Kenny (l'attuale partito di governo, il Fine Gael, ndr) - di Mary O'Regan, dal Catholic Herald

http://www.catholicherald.co.uk/commentandblogs/2013/01/30/abortion-legislation-in-ireland-has-united-pro-lifers-and-split-enda-kennys-own-party/

domenica 3 febbraio 2013

Sulla conversione di GKC

Chesterton fu accolto nella Chiesa Cattolica domenica 30 Luglio 1922.

La cerimonia ebbe luogo a Beaconsfield, il paesino del Buckinghamshire dove i Chesterton vivevano da diversi anni, esattamente in un capannone metallico di color rosso mattone che si trovava tra i retrocucina e le rimesse del locale Hotel della Ferrovia (Railway Hotel) in cui veniva celebrata settimanalmente e nei giorni festivi la Santa Messa grazie alla cortesia di una certa Signora Borlase, un'irlandese cattolica moglie di un convertito e proprietaria dell'hotel.

All'epoca Beaconsfield era ancora parte della parrocchia di Sant'Agostino di High Wycombe.

Tutto si svolse verso le tre del pomeriggio. Chesterton fece la sua confessione a padre John O'Connor, poi ricevette il battesimo sub condicione da Dom Ignatius Rice.

La Prima Comunione la ricevette sempre al Railway Hotel di Beaconsfield dal parroco di High Wycombe padre Thomas Walker (che lo aveva preparato) la mattina del 24 Settembre 1922; la Cresima invece quello stesso giorno ad High Wycombe nel pomeriggio dal Vescovo di Northampton Cary Elwes.

Per la Cresima prese il nome del suo santo preferito, San Francesco d'Assisi.

I Chesterton, la scuola e la carità.

È noto che Gilbert e Frances Chesterton fossero molto caritatevoli, tanto che Dorothy Collins, la loro ultima segretaria, testimoniò che, nonostante il duro lavoro a cui Gilbert si sottoponeva quotidianamente, i due coniugi avevano da parte molto poco.

Una delle cause a cui dedicavano i loro risparmi erano i vari bambini a cui erano affezionati e dei quali pagavano le spese educative e scolastiche.

Sul rapporto dei Chesterton coi bambini forse abbiamo già detto qui sul blog. Se così non fosse, presto lo faremo.

Un'altra interessante notizia è quella che segue.

Quando GKC morì (e lo stesso fu quando morì poco dopo sua moglie), i due decisero di lasciare la loro casa in eredità alla Chiesa Cattolica con l'auspicio che in essa potesse sorgere un monastero ma ancor di più una scuola. La cosa non andò in porto (qualche anno fa la casa fu venduta, suddivisa, a due privati; era diventata nel frattempo della St. Barnabas Society, un organismo della Chiesa Cattolica che aiuta i pastori anglicani che decidono di diventare cattolici e perdono lo stipendio dal Governo Inglese), ma in un certo qual senso la volontà dei Chestrerton è stata in un altro modo rispettata, visto che nel mondo esistono almeno due scuole col suo nome (la Chesterton Academy di St. Paul, Minnesota, USA, e la Scuola Libera "Gilbert Keith Chesterton" di San Benedetto del Tronto) che vogliono tenere viva l'eredità dei due buoni e cari coniugi.

Bello, no?

sabato 2 febbraio 2013

Chesterton in altre parole - Ancora su San Tommaso d'Aquino

"Egli (GKC, ndr) aveva letto la Summa in gioventù".

Dorothy Collins, citata da Ian Ker, G. K. Chesterton - A biography, Oxford University Press, 2011, pag. 682, nostra traduzione.

Etienne Gilson, ammiratore di GKC

Chesterton in altre parole - L'ammirazione di Etienne Gilson

"Etienne Gilson, che aveva tenuto due delle più famose serie di conferenze filosofiche - le Gifford Lectures ad Aberdeen e le William James Lectures ad Harvard - aveva iniziato ad ammirare Chesterton da Greybeards at Play e aveva ritenuto Ortodossia 'il miglior pezzo di apologetica che il secolo ha prodotto'. Quando uscì il San Tommaso d'Aquino (di GKC, ndr) disse ad un mio amico, 'Chesterton fa disperare. Ho studiato San Tommaso per tutta la mia vita e non potrei mai aver scritto un libro del genere'".

Maisie Ward, Gilbert Keith Chesterton, London, Sheed & Ward, 1944, pag. 525.