sabato 29 marzo 2014

La Madonnina donata dai Chesterton

La vetrata di San Francesco d'Assisi nella Chiesa di Santa Teresa a Beaconsfield, donata da Gilbert e Frances Chesterton

I santi preferiti da GKC - San Francesco d'Assisi

Thomas More

I santi preferiti da GKC - San Tommaso Moro e i martiri inglesi

I santi preferiti da GKC: Santa Giovanna d'Arco

Il canonico John Udris, incaricato da mons. Boyle di investigare l'ipotesi del processo di beatificazione di GKC

Tessa Caldecott, figlia del nostro amico Stratford

Juan Pablo Ghisi è venuto dal Messico a Beaconsfield

Noi e mons. Peter Doyle, Vescovo di Northampton

Ed ora Martine Thompson

Adesso tocca a Spencer

William Oddie, presidente della Società Chestertoniana Inglese

Ora tocca a Dale

Il saluto di Martin Thompson

Comincia la conference

A Beaconsfield si trova anche questo...

La nuova bussola quotidiana quotidiano cattolico di opinione online: Omofobia l'UNAR passa alle minacce



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Esce William Blake

Esce proprio in questi giorni.

Gilbert K. Chesterton: William Blaketrad. Luana Salvarani, Medusa, pagg. 112, euro 14


E sull'Avvenire la prefazione firmata da Alessandro Zaccuri.

Burloni barbagrigia, prima edizione, nella Parrocchia di Beaconsfield...

È solo una delle cose fantastiche di questa visita...

Ecco...

Al White Hart, il pub dove spesso si recava Chesterton

Dale Ahlquist e padre Spencer Howe pregano sulla tomba dei Chesterton

venerdì 28 marzo 2014

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In partenza per Beaconsfield

Cari amici,
sono sul bus che mi porta a Fiumicino, all'ora di pranzo di oggi 28 Marzo 2014 don Spencer Howe ed io prenderemo l'aereo per Londra e poi andremo a Beaconsfield per il convegno sulla santità di Chesterton (Sanity and Sanctity). Ci sarà anche il vescovo di Northampton, mons. Peter Doyle, che potrebbe aprire la causa di beatificazione di Chesterton. Parleremo sia Spencer che io, oltre che numerosi altri relatori di peso (top notch speakers, dice l'organizzatore Martin Thompson). Visiteremo la Chesterton Library a Oxford e la tomba di GKC a Beaconsfield, e i luoghi di Londra dove il Nostro Eroe è vissuto.
Una preghiera per tutti voi è assicurata, voi la dite per noi? È importantissimo per la causa!
Naturalmente porteremo la voce dei Chestertoniani d'Italia che, per parafrasare Chesterton, non hanno ancora parlato, ma hanno tanto da dire!
Parleremo della necessità di Chesterton oggi e delle belle esperienze della Scuola Chesterton, delle famiglie distributiste qui in Italia, della salda amicizia con gli americani e gli inglesi.
Non siamo una società letteraria, siamo merciless propagandists!
Vedremo vecchi cari amici che sono uniti a noi dall'idea che Chesterton debba svolgere un ruolo centrale in questo momento: Dale Ahlquist, Stratford Caldecott, Dermot Quinn, Aidan Mackey e altri ancora.

Chesterton è vivissimo! Dobbiamo solo seguire il suo buon esempio, è facile e bello.

Marco Sermarini, presidente della Società Chestertoniana Italiana

P. S.: connessione permettendo, vorrei documentare qui sul blog in diretta questo bel convegno, per cui passate spesso qui e su Twitter (non metterò nulla su Facebook salvo questo post perché non è per nulla pratico, lo faremo più avanti, Deo volente)

giovedì 27 marzo 2014

Auguri a Lucia Bottone!

Pochi minuti fa a Dublino è nata Lucia Bottone, figlia di Vicky e Angelo, la più giovane chestertoniana del mondo ad oggi, la più giovane chestertoniana italoirlandese!

Auguri al babbo e alla mamma e benvenuta alla piccolina!

Evviva! Hurray! A mhac go deo! Manalive!

Cead mile failte, Lucia!

mercoledì 26 marzo 2014

Chesterton in altre parole - Theodore Roosevelt


«Che genio supremo è Chesterton!
Non ho mai incontrato un uomo che possa parlare così brillantemente e in maniera interessante»

Theodore Roosevelt, presidente degli Stati Uniti d'America, Novembre 1919, The Lyceum Magazine

Ecco il programma della conferenza su Chesterton a Beaconsfield, 29 Marzo 2014 - Beaconsfield

9.15 – 9.45 Registrazione e caffè
9.45 -  Benvenuto e presentazione di Martin Thompson.
10.00 – 10.45 GKC … Chi! - Dale Ahlquist – Presidente della American Chesterton Society.
10.45 – 11.00 Pausa
11.00 – 11.30 Incontro e punto di svolta - don Spencer Howe.
11.30 – 12.00 'Una religion di piccole cose' – Martine Thompson.
12.00 – 12.30 Vista da oltre la Manica - Dr Marco Semarini – Presidente della Società Chestertoniana Italiana, segue il pranzo
14.00 – 14.45  Interezza e santità - Dr Dermott Quinn.
14.45 – 15.15 Chesterton & Santità - Tessa Caldecott.
15.15 – 15.30 Tè
15.30 – 16.15 Domande sotto forma di quiz sui santi - padre John Udris
16.15 – 16.45 Domande e risposte – tutti
17.00 -      La conferenza chiude – Visita della tomba di Chesterton e della chiesa parrocchiale di Santa Teresa con riferimenti a Chesterton.
18.00 Messa - per Gilbert Keith Chesterton presso la Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù.

Bagnasco si ribella ai "campi di rieducazione"

Finalmente una parola chiara ed una presa di posizione netta.

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/03/24/bagnasco-si-ribella-ai-campi-di-rieducazione/

martedì 25 marzo 2014

Incontri di amici

La prima che vedete dall'alto è la locandina di un incontro su Chesterton che la nostra Annalisa Teggi terrà ad Arzignano (Vicenza) sabato 29 marzo 2014 alle ore 18.00; è organizzato dall'Associazione Ulysses e si svolgerà dentro un'azienda di arredamento... più artigianale di così! 

Il titolo è "Il cielo in una stanza, alla scoperta di G. K. Chesterton".

La seconda è la locandina dell'incontro di Paolo Gulisano e Diletta Nicastro a Roma di cui abbiamo pubblicato il comunicato stampa giorni fa. Adesso si fa prima, con la locandina...

Buon divertimento a tutti e un abbraccio a tutti gli amici!









C'è una giovane brasiliana che si merita un ottimo compleanno per due ottimi motivi...

Oggi è il compleanno di Janaina, studentessa brasiliana che è in Irlanda per studiare l'inglese, che ama apertamente Chesterton e pure  Giovannino Guareschi, il Chesterton d'Italia (e naturalmente non si lascia dietro nemmeno Belloc...).

Non potevamo esimerci dal farle gli auguri calorosissimi di buon compleanno!

Coltiva queste passioni, cara Janaina, vacci fino in fondo e vedrai che meraviglia che sarà la tua vita!

Cioè:

Cultive essas paixões, Janaina querida, vá com calma até o final e você verá o quão maravilhoso que vai ser a sua vida!

E ricorda, Janaina:

«Il primo fatto intorno alla celebrazione di un compleanno è che è un modo ardito e fiammeggiante per affermare che è una buona cosa essere vivi».

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago ed altre serissime storie


(«O primeiro fato sobre a celebração de um aniversário é que é uma maneira ousada e chamejante para dizer que é uma coisa boa de estar vivo»)

lunedì 24 marzo 2014

Omofobia, ci vogliono imbavagliare - E noi facciamo ricorso al TAR, di Gianfranco Amato

E noi tutti siamo con Gianfranco Amato!

Prego, diffondere!

Rompiamo il muro del silenzio e della censura operata dai giornali ufficiali, nessuno escluso (destra sinistra centro e altre varie angolazioni)!

Su tutti gli strumenti che avete a disposizione.

Per la cronaca, il nostro Gianfranco Amato ha parlato a Perugia dinanzi a quattrocentoventi persone, a San Benedetto del Tronto davanti a duecentocinquanta persone, e così via... Dobbiamo andare avanti così per dire a tutti che il re è nudo, svegliamoci, la storia dell'omofobia è una bufala gigantesca e clamorosa e che ci vogliono solo portare via la libertà.

Diffondete! Grazie!

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-omofobia-ci-vogliono-imbavagliaree-noi-facciamo-ricorso-al-tar-8760.htm

Riccardo Cascioli, direttore della Nuova Bussola Quotidiana, ha impugnato presso il T.A.R. del Lazio il famigerato decalogo dell'UNAR «per una rispettosa informazione delle persone LGBT», avvalendosi dell'assistenza legale dei Giuristi per la Vita (vedi allegato in fondo all'articolo). E' il primo - e per ora unico - giornalista che abbia sfidato la dittatura del politicamente corretto. 

Stiamo parlando, per chi non avesse seguito la cronaca, di quel documento ("Linee guida per un'informazione rispettosa delle persone LGBT") che La Nuova BQ ha denunciato per prima (leggi qui): dopo aver ricordato ai giornalisti che dovranno usare sempre l'acronimo LGBT, impone, tra l'altro, di non confondere il «sesso biologico», che riguarda i cromosomi e la fisiologia degli apparati genitali, con l'identità di genere, che viene definita come «il senso intimo, profondo e soggettivo di appartenenza alle categorie sociali e culturali di uomo e di donna, ovvero ciò che permette a un individuo di dire "io sono un uomo, io sono una donna", indipendentemente dal sesso anatomico di nascita». 


E' quel documento che vieta, tra l'altro, di usare espressioni quali «famiglia naturale» o «famiglia tradizionale», o espressioni quali «famiglia gay» o «famiglia omosessuale» per intendere il nucleo in cui i genitori sono dello stesso sesso, dovendosi preferire la locuzione «famiglie omogenitoriali», oppure «famiglie con due papà, due mamme, ritenendo «meglio ancora parlare, semplicemente, di famiglie» ed evitare di contrapporre tali realtà al concetto di «famiglie tradizionali».  

E' quel documento che, in tema di adozioni, vieta di sostenere che il bambino «ha bisogno di una figura maschile e di una femminile come condizione fondamentale per la completezza dell'equilibrio psicologico» (il giornalista che sostenesse questa tesi si renderebbe responsabile della propagazione di un «luogo comune», smentito dalla «letteratura scientifica»). 

E' quel documento che, ancora, vieta di parlare di «utero in affitto», considerandola un'«espressione «dispregiativa», che va sostituita con l'espressione «gestazione di sostegno» . E' quel documento che impone di superare, tra l'altro, l'istituzione di un contraddittorio «quando si parla di tematiche LGBT nei giornali e nelle televisioni: se c'è chi difende i diritti delle persone LGBT» non  è necessario che si dia voce a chi è contrario. E' quel documento che, tra l'altro, invita anche i fotografi ad evitare di riprendere immagini di persone «luccicanti e svestite» durante i servizi sui gay pride.

Questi i due principali motivi del ricorso al T.A.R. Lazio proposto da Riccardo Cascioli, che è stato notificato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Dipartimento per le Pari Opportunità e all'Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale:

1) violazione del diritto alla libertà di espressione e del pluralismo informativo e violazione degli articoli 13 e 21 della Costituzione;

2) difetto di competenza, violazione della riserva di legge per quel che concerne le restrizioni alla libertà personale, eccesso di potere, violazione dello Stato di Diritto, violazione degli articoli 13 e 117 della Costituzione, per contrasto con l'art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, violazione dell'art.2, Legge 3 febbraio 1963, n.69.

La cosa che in questa strabiliante vicenda stupisce, al netto del coraggio di Cascioli, è la reazione di quasi tutta la cosiddetta libera stampa. Non si è sentita, ad esempio, la voce di un grande giornalista qual è Paolo Mieli, che in un suo articolo pubblicato dal Corriere della Sera la vigilia di Natale del 2004, si era lanciato in un'appassionata apologia del diritto dei giornalisti: «La difesa della libertà di stampa significa salvare per le future generazioni il lascito immenso della lettura, da cui dipende tutta intera la trasmissione del patrimonio culturale della nostra civiltà e la possibilità che continui ad esistere un valido sistema di istruzione». 

L'unica voce critica che si è levata contro il decalogo dell'UNAR è stata quella di Piero Ostellino che ha liquidato con sferzante ironia la vicenda in un suo pezzo pubblicato dal Corriere della Sera il 4 gennaio 2014, intitolato Il burocrate ignora il senso del ridicolo. Il limite di quel pur pregevole giudizio beffardo sta nell'atteggiamento di superiore distacco che è tipico degli intellettuali liberali. Anche i predecessori di Ostellino ridevano dei fez, dell'orbace e di tutto l'armamentario ridicolo dei primi fascisti, sostenendo, sarcastici, che una risata li avrebbe seppelliti. Purtroppo, però, la storia ha poi dimostrato come ad essere seppelliti siano stati la libertà di stampa e il nostro stesso Paese, finito sotto le macerie di un devastante conflitto mondiale. Non si può liquidare un attacco così esiziale alla libertà, col frizzo e l'irrisione, per quanto sagace possano essere.

Inquieta anche il fatto che l'ultimo precedente relativo ad una direttiva del governo italiano indirizzata ai giornalisti in cui si specificava cosa scrivere e come scrivere toccando alcuni temi, risale a settant'anni fa. Bisogna, infatti, rievocare le famigerate "veline", ovvero i fogli d'ordine (redatti appunto su carta velina) contenenti le disposizioni che il regime fascista impartiva alla stampa quotidiana e periodica, che cominciarono a circolare dal 1935 e che divennero sempre più pressanti verso i giornalisti dopo l'istituzione del Ministero della Cultura Popolare.

Singolare, poi, che oggi nell'Italia democratica si debbano rievocare le parole di Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America e uno dei padri fondatori di quella nazione che tra le prime al mondo riconobbe nella propria costituzione, il 15 dicembre 1751, la libertà di stampa. In una lettera inviata a James Currie il 28 gennaio 1786, infatti, Jefferson scriveva: «Our liberty depends on the freedom of the press, and that cannot be limited without being lost» (la nostra libertà dipende dalla libertà di stampa, e questa non può essere limitata senza essere perduta). Dopo quasi duecentotrent'anni da questa affermazione, vedremo cosa pensano i magistrati del Tribunale Amministrativo del Lazio. 



sabato 22 marzo 2014

La Belloc Society irlandese oggi si riunisce

La Belloc Society irlandese oggi 22 Marzo si riunisce presso la Reference Library della Central Catholic Library, a Merrion Square, Dublino.

Ci ha dato questo avviso l'amico chestertoniano italoirlandese Angelo Bottone e noi ve lo facciamo sapere.

Perché?

Perché sono nostri amici, perché Belloc è amico di Chesterton, perché ogni gruppo così è un piccolo regno del senso comune che si oppone al vuoto sorridente che ci opprime, e allora dobbiamo essere tutti uniti e compatti.

Il Cardinal Carlo Caffarra sulla comunione ai divorziati risposati

D. – Si parla della possibilità di riammettere all'eucaristia i divorziati risposati. Una delle soluzioni proposte dal cardinale Kasper ha a che fare con un periodo di penitenza che porti al pieno riaccostamento. È una necessità ormai ineludile o è un adeguamento dell'insegnamento cristiano a seconda delle circostanze?

R. – Chi fa questa ipotesi, almeno finora non ha risposto a una domanda molto semplice: che ne è del primo matrimonio rato e consumato?  Se la Chiesa ammette all'eucarestia, deve dare comunque un giudizio di legittimità alla seconda unione. E' logico. Ma allora – come chiedevo – che ne è del primo matrimonio? Il secondo, si dice, non può essere un vero secondo matrimonio, visto che la bigamia è contro la parola del Signore. E il primo?  È sciolto? Ma i papi hanno sempre insegnato che la potestà del papa non arriva a questo: sul matrimonio rato e consumato il papa non ha nessun potere. La soluzione prospettata porta a pensare che resta il primo matrimonio, ma c'è anche una seconda forma di convivenza che la Chiesa legittima. Quindi, c'è un esercizio della sessualità umana extraconiugale che la Chiesa considera legittima. Ma con questo si nega la colonna portante della dottrina della Chiesa sulla sessualità. A questo punto uno potrebbe domandarsi: e perché non si approvano le libere convivenze? E perché non i rapporti tra gli omosessuali? La domanda di fondo è dunque semplice: che ne è del primo matrimonio? Ma nessuno risponde. Giovanni Paolo II diceva nel 2000 in un'allocuzione alla Rota che "emerge con chiarezza che la non estensione della potestà del romano pontefice ai matrimoni rati e consumati, è insegnata dal magistero della Chiesa come dottrina da tenersi definitivamente anche se essa non è stata dichiarata in forma solenne mediante atto definitorio". La formula è tecnica, "dottrina da tenersi definitivamente" vuol dire che su questo non è più ammessa la discussione fra i teologi e il dubbio tra i fedeli.

D. – Quindi non è questione solo di prassi, ma anche di dottrina?

R. – Sì, qui si tocca la dottrina. Inevitabilmente. Si può anche dire che non lo si fa, ma lo si fa. Non solo. Si introduce una consuetudine che a lungo andare determina questa idea nel popolo non solo cristiano: non esiste nessun matrimonio assolutamente indissolubile. E questo è certamente contro la volontà del Signore. Non c'è dubbio alcuno su questo.

*

Il testo integrale dell'intervista a "Il Foglio", raccolta da Matteo Matzuzzi:

http://www.ilfoglio.it/soloqui/22326

giovedì 20 marzo 2014

Riceviamo e volentieri pubblichiamo - C'è Fabio Trevisan e parlerà di Alasdair McIntyre e G. K. Chesterton

Osservatorio Cardinale Van Thuân

sulla Dottrina sociale della Chiesa

www.vanthuanobservatory.org

 

CRISI: E' POSSIBILE USCIRNE?

 

Relazione di

Fabio Trevisan

cui seguirà dibattito

 

Che crisi stiamo vivendo? Perché siamo in questa situazione?

Cosa dobbiamo fare? Alcune indicazioni alla luce

della Dottrina sociale della Chiesa


MARTEDI' 25 MARZO 2014, ORE 20,45

PARROCCHIA DI SAN PIETRO APOSTOLO, VERONA

INGRESSO DA VIA TODESCHINI

 

Con il patrocinio del

Sanity and Sanctity - St. Teresa's, Beaconsfield, 29 Marzo 2014 - Ci sarà anche il nostro presidente.


Gran Galà musicale e danzante di beneficenza per la Scuola Libera G. K. Chesterton!


30 Marzo 2014 ore 21.00 - Sala Kursaal - Lungomare di Grottammare (AP)

Gran Galà musicale e danzante di beneficenza per la Scuola Libera G. K. Chesterton, con musiche di Bach, Donizetti, Chopin, Verdi, Rossini. Coreografie su musiche classiche e moderne. Partecipano: Romina Assenti (soprano lirico), Roberto Cruciani (tenore lirico), Paolo Incicco (violinista), Sabrina Gentili (pianista), Maria Luigia Neroni (coreografie danzanti), Serena Allevi (soprano lirico) e Alessio Ercole (pianista), e con la straordinaria partecipazione di Vincenzo Di Bonaventura (voce narrante).
Ingresso libero.

Chi parteciperà ci aiuterà a sostenere la nostra bella scuola, che non ha alcuna sovvenzione dallo Stato e si regge con le forze di chi la realizza ogni giorno.

Sarà una serata piacevole e bella, perciò vi invitiamo e vi aspettiamo!

Chi lo desidera può farci pervenire una donazione al seguente conto corrente postale:

39793690 intestato a Cooperativa Capitani Coraggiosi s.c.s. - causale: Costruiamo la nostra scuola!

Oppure fare un bonifico sul medesimo conto corrente postale della Capitani Coraggiosi s.c.s, la cooperativa sociale che gestisce la scuola:

IT37LO760113500000039793690

Grazie di cuore sin da ora a chi parteciperà e sosterrà la scuola.


I VERI CHESTERTONIANI NON FARANNO DI SICURO MANCARE IL LORO SOSTEGNO A QUESTA BELLA SCUOLA!!!

mercoledì 19 marzo 2014

Un aforisma al giorno (a proposito di divorzio, divorziati, matrimoni...)

Lo scopo complessivo del matrimonio è combattere e sopravvivere fino al momento in cui l'incompatibilità è fuori discussione. Perché uomo e donna, in quanto tali, sono incompatibili.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

Proficiscere anima christiana - da Il Foglio (di Alessandro Gnocchi, in occasione della morte di Mario Palmaro)

http://www.scienzaevita.org/rassegne/5006113be775d39fddf91e11acdc50b9.pdf

Riceviamo e volentieri pubblichiamo - Scozia: le pietre che cantano

SCOZIA: LE PIETRE CHE CANTANO
Pinta letteraria con Paolo Gulisano e Diletta Nicastro 
Storie di impavidi eroi, cardi che non si piegano, monoliti millenari




Sabato 5 aprile alle ore 18, gli autori Paolo Gulisano e Diletta Nicastro saranno ospiti del Pub Finnegan a Roma – via Leonina n.66 - per parlare della comune passione per la Scozia e il mondo celtico, presentando i loro libri "Il Cardo e la Croce - la Scozia, una storia di fede  e libertà " e "Il Tesoro di Skara Brae" (secondo incarico della saga "Il Mondo di Mauro & Lisi"). Infine non potrà mancare un richiamo al Celtic e ai forti legami che uniscono Scozia ed Irlanda. Modera l'incontro la critica letteraria Donatella Cerboni. 


Paolo Gulisano ci introdurrà nelle fasi salienti della storia della Scozia, dal suo passato celtico ed animato dalle gesta di santi e guerrieri che lasciarono il segno nell'immaginario simbolico degli highlander, passando dalle vicende complesse della Riforma protestante e delle appassionate lotte di indipendenza dell'epoca giacobita, fino al lento percorso verso la riconquista della coscienza di sé (influenzata positivamente dal Distributivismo di Chesterton) culminata nel referendum per l'autonomia celebratosi nel 1997. 

Diletta Nicastro, grazie al linguaggio letterario del racconto, ci guiderà nei meandri del cuore neolitico delle Orcadi, e in particolare a Skara Brae, dove una forte tempesta rischia di danneggiare le fondamenta del sito neolitico patrimonio Unesco. Una squadra composta da Mauro Cavalieri, la sorella e inseparabile compagna d'avventure Lisi, il ragazzo verde Kieran, la bio-ecologa Pernilla e il geologo Matthias Antar sarà chiamata ad indagare sui misteri che si celano nel sito archeologico, all'ombra di monoliti millenari che vegliano su tesori molto più preziosi dell'oro e dell'argento. 



Paolo Gulisano è un medico e cultore della storia della medicina. Scrittore e profondo conoscitore delle opere di J.R.R Tolkien (tra cui ricordiamo l'interessante saggio "La mappa dello Hobbit"), nonché Vice Presidente della Società Chestertoniana Italiana, Paolo coltiva poliedrici interessi, dalla storia dei martiri messicani, alla passione per la Scozia e la Verde Irlanda,dal Medioevo di San Colombano e san Patrizio,  alle opere di autori e ricercatori della verità come Lewis, George MacDonald, John Henry Newman e Guareschi,  arrivando alla sua recente pubblicazione " Fino all'abisso. il mito moderno di Moby Dick". 


Diletta Nicastro, scrittrice romana ed autrice della saga "Il Mondo di Mauro & Lisi", si è laureata con lode in Sociologia, cattedra 'Storia delle Comunicazioni di Massa'. La sua tesi 'Gianluca Vialli, un eroe moderno veicolato dai mass media' ha vinto nel 2000 il Premio di Laurea Stefano Benetton come miglior tesi sportiva dell'anno. Dal 2003 è Giornalista Pubblicista e nel 2011 ha vinto il Premio Bastet per la diffusione della cultura del gatto nella letteratura grazie a "I segreti di Tallinn - Il quinto incarico". Nel 2012 ha vinto il Booktrailer Online Award per 'Dio salvi il Gigante - Il sesto incarico'. E' custode nazionale della parola "Mozzafiato".


Oggi è San Giuseppe Sposo di Maria S. S.

Soc Chestertoniana (@Sochest)
Oggi Festa di S. Giuseppe Sposo di Maria SS. Viva i padri! Basta con il ridicolo di genitore 1 genitore 2! Libertà!!!


Oggi è San Giuseppe, patrono della Chiesa...

... continuiamo a pregarlo!

Un aforisma al giorno

Gli uomini che iniziano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell'umanità finiscono per gettare via la libertà e l'umanità pur di combattere la Chiesa.


Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia


Un aforisma al giorno

I cattolici hanno prodotto più storielle e canti d'amore rispetto ai calvinisti e ai buddhisti e la ragione è che, con tutto il rispetto per la loro sacrosanta esistenza, i calvinisti e i buddhisti non hanno una religione tanto vasta e umana quanto la nostra.


Gilbert Keith Chesterton, La mia fede


lunedì 17 marzo 2014

Un aforisma al giorno

Ci fossero più santi e meno filantropi!

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

Un aforisma al giorno

Il vero soldato combatte non perché egli odia ciò che è di fronte a lui, ma perché ama ciò che è dietro di lui.


Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 14/11/1911

Un aforisma al giorno

L'orgoglio è una debolezza del carattere; inaridisce il riso, inaridisce lo stupore, inaridisce la cavalleria e le energie. 


Gilbert Keith Chesterton, Eretici


Da Bologna con amore: fermatevi - Da Il Foglio del 15.03.2014 (di Matteo Matzuzzi)

Perorazione del cardinal Caffarra dopo il concistoro e il rapporto Kasper. Non toccate il matrimonio di Cristo. Non si giudica caso per caso, non si benedice il divorzio. L'ipocrisia non è misericordiosa.

http://cristianesimocattolico.tumblr.com/post/79653168557/da-bologna-con-amore-fermatevi

domenica 16 marzo 2014

Un aforisma al giorno

Con la parola «cavalleria» il nome del cavallo è stato associato al momento più alto e più nobile dell'umanità; sicché potremmo dire che il più bel complimento che si possa fare a un uomo è di chiamarlo cavallo.


Gilbert Keith Chesterton, L'uomo eterno


Gianfranco Amato ad Ascoli Piceno - Continua la nostra strenua opposizione alla legge antiomofobia

sabato 15 marzo 2014

Mons. Negri ricorda Mario Palmaro

www.culturacattolica.it/default.asp#.UyTY4h-Znlo.twitter?id=3&id_n=35008


Tomas Halik, un prete chestertoniano amante dei paradossi vince il Premio Templeton 2014


Per i cattolici della Repubblica Ceca il 13 marzo di quest'anno non rimarrà un giorno di festa e gioia soltanto perché in questa data ricorreva il primo anno di pontificato di Papa Francesco, ma anche perché la mattina di questo stesso giorno il loro connazionale Tomas Halik, prete 65enne originario di Praga, ha vinto a Londra il premio Templeton, che con il suo 1,83 milione di dollari, molto più del ricchissimo premio Nobel, insignisce una persona che con le proprie idee, scoperte e azioni abbia contribuito a "sostenere la dimensione spirituale della vita".

Come ha ricordato l'esponente della Templeton Foundationnell'annunciare il vincitore del premio, con le sue opere Halik "ha costantemente aperto nuove prospettive per il progresso dell'umanità". Egli, infatti, ordinato segretamente sacerdote nella Germania dell'Est nel 1978, ha sempre operato in favore della democrazia e della moralità, invitando al dialogo credenti e atei ben prima che la Cecoslovacchia fosse investita dall'urto del Comunismo, e continuando questa sua missione anche durante e dopo il Comunismo tramite la diffusione dei propri libri, tradotti in 18 lingue, il lavoro di cappellano presso la Charles Universitydi Praga e la cooperazione con Vaclav Havel, il primo presidente cecoslovacco dell'era post comunista, e il Papa polacco Giovanni Paolo II.

Ora, grazie ai soldi vinti, Halik potrà continuare questa sua missione al dialogo coinvolgendo non solo cattolici e atei, ma anche credenti di altre fedi, soprattutto nella Academic Parish di Praga dove, negli ultimi 25 anni, ha battezzato più di mille giovani. Come lui stesso ha affermato nel discorso di ringraziamento a Londra "il compito principale della fede e della teologia è quello di insegnare l'arte di vivere fra i paradossi della vita e il coraggio di penetrare la nebbia dell'ignoto".

In quello stesso discorso Halik, etichettato come "nemico del regime" durante il Comunismo, ha voluto ringraziare i suoi professori di filosofia e teologia, "molti dei quali trascorsero lunghi anni in campi di prigionia comunisti ed ebbero davvero poche possibilità di scrivere o pubblicare qualcosa", ma che gli furono d'ispirazione per il proprio pensiero e contribuirono alla sua formazione come filosofo e sociologo, tanto che oggi ricopre la cattedra di sociologia della religione alla Charles University.

Ma questo sorridente sacerdote ceco ci tiene a precisare che non solo i suoi professori furono per lui una fonte d'ispirazione, poiché il merito della sua conversione, in una famiglia dove la religione non era minimamente contemplata, va a due scrittori inglesi a lui molto cari, G.K. Chesterton e Graham Greene, presi poi ad esempio per spiegare il pensiero cristiano ai non credenti.

Da Chesterton ha sicuramente ereditato l'amore per i paradossi, i quali, dice, costituiscono la trama della vita: e come dar torto a uno che è diventato sacerdote a dispetto dell'ateismo della propria famiglia, tanto che ha dovuto tenere nascosti alla madre i suoi studi per il sacerdozio?

Ma se la vita è il campo in cui si manifestano i paradossi, allora non vengono esclusi nemmeno i diversi campi in cui la vita si declina, primo fra tutti il campo della fede. Infatti, paradossalmente, un ateo – che secondo l'approccio teologico diHalik troverebbe posto fra le fila degli "abitanti", cioè coloro che rimangono saldamenti aggrappati ad una religione ben organizzata o ad un ateismo militante – può trasformarsi in un "ricercatore" – cioè, sempre secondo le categorie di Halik, chi ricerca un significato più profondo della vita, o tramite la religione o tramite altre ricerche spirituali – qualora andasse al di là della ricerca del mero benessere materiale, mentre un fondamentalista della religione potrebbe dimostrarsi tanto inflessibile quanto il più accanito sostenitore dell'inesistenza nella vita di qualcosa di spirituale.

Secondo Halik, nella Repubblica Ceca di oggi la religione più diffusa è paradossalmente portata avanti dagli atei ed è la credenza in un qualcosa di indefinito che va al di là di ciò che la scienza può spiegare. Il dramma, dice Halik, è che, pur essendo sulla giusta strada nell'intuire un qualcosa d'altro, gli atei "non hanno pazienza nei confronti del silenzio di Dio" e distorcono l'immagine di Dio stesso, rendendosi ciechi con le loro stesse mani al vero Dio, colui che aiuta i credenti ad affrontare i paradossi e i misteri della vita. Simpaticamente il sacerdote aggiunge: "Quando un ateo mi dice qual è la sua immagine di Dio io penso 'Grazie a Dio tu non credi in questo Dio e, beh, nemmeno io ci credo!'".


Caterina Colombo

venerdì 14 marzo 2014

Manalive torna a Rimini il 17 Marzo 2014!

Un aforisma al giorno

«Una battuta ovvia è l'unica battuta che funziona».

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

Un aforisma al giorno

"È lecito dire che questa istituzione della casa è la più anarchica. Il che vuol dire che è più antica della legge ed è al di fuori dello Stato. Per natura essa viene rinvigorita, o corrotta, da indefinibili forze legate alle usanze e alla parentela. Non si deve intendere che lo Stato non ha autorità sulle famiglie; l'autorità dello Stato si invoca e deve essere invocata in molti casi fuori dalla normalità. Ma nella maggior parte dei casi che riguardano le gioie e i dolori familiari lo Stato non ha modo di entrare. Non tanto perché la legge non dovrebbe interferire, ma perché la legge non può".

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

Un aforisma al giorno

Mentre una tendenza costante del vecchio Adamo è quella di rivoltarsi contro quella cosa così universale e automatica che è la civiltà, di predicare deviazione e ribellione, il romanzo dell'attività di polizia mette in un certo senso sotto gli occhi il fatto che la civiltà stessa è la più sensazionale delle deviazioni e la più romanzesca delle ribellioni.


Gilbert Keith Chesterton, Come si scrive un giallo


giovedì 13 marzo 2014

L'ultimo libro di Gnocchi & Palmaro + Giuliano Ferrara nella recensione di Rino Cammilleri

Il libro esce proprio in questi giorni tristi della morte di Mario Palmaro, nostro amico ed estimatore di Chesterton, spesso citato nei suoi lavori.

Approfittiamo per parlarne perché davvero non accada che chi esprime delle critiche dentro la Chiesa poi passi per ciò che non è, e cioè eretico, scismatico o, come dice Cammilleri in questo pezzo di cui riportiamo il collegamento, paria.

Si può essere discutere sulle critiche, sulla loro fondatezza, sulla loro modalità, ma non discutere di nulla perché si critica ci sembra davvero un paradosso (tutt'altro che chestertoniano).

Allora spazio a questo libro scritto da amici sinceri di Chesterton (tutti e tre, Ferrara compreso), nella speranza che questo giovi.

http://www.forumfamiglie.org/allegati/rassegna_30714.pdf


Chesterton ci insegna sempre qualcosa

Un sano bigottismo...

Bello, acuto, come sempre!

Leggere e mandare a memoria.

mercoledì 12 marzo 2014

Un aforisma al giorno

Si può controbattere a una tesi con un argomento valido, ma un sano bigottismo è l'unico modo in cui ci si possa opporre a una tendenza.

Gilbert Keith Chesterton, Ciò che non va nel mondo

Un aforisma al giorno

In genere non esiste alcuna differenza tra il critico e l'asceta, tranne che l'asceta si lamenta non perdendo però la speranza, mentre il critico si lamenta e basta.

Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù

Un aforisma al giorno

Ogni particolare indica qualche cosa, certo, ma in genere indica la cosa sbagliata. A me sembra che i fatti indichino in tutte le direzioni, come i mille rami di un albero. È solo la vita dell'albero che ha unità e si innalza, solo il sangue verde che sgorga, come una fontana, verso le stelle.

Gilbert Keith Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti

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MaestraSerena (@maestraserena)
Ancora Chesterton sul peccato originale e "certi nuovi teologi". C'entra anche un gatto pic.twitter.com/DmtFN9ChJE


Intervista: Monastero San Benedetto Norcia. Preghiamo.org Preghiera, canto e dottrina mobile!

Molti di noi sanno già tutto dei nostri amici Monaci di Norcia e del vicepriore padre Benedetto Nivakoff, ma è sempre interessante rileggere.

http://www.preghiamo.org/intervista-monastero-san-benedetto-norcia.php#

La nuova bussola quotidiana quotidiano cattolico di opinione online: Metti un Luxuria in cattedra a rieducare gli studenti

www.lanuovabq.it/mobile/articoli-metti-un-luxuria-in-cattedraa-rieducaregli-studenti-8641.htm


lunedì 10 marzo 2014

L'ultimo articolo di Mario Palmaro (firmato con Alessandro Gnocchi) - Da Il Foglio del 5 Marzo 2014

http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/assedio-e-bandiera-bianca-2/

L'articolo termina così:

In un mondo privato dell'ancoraggio insieme carnale e spirituale dei sacramenti, il peccato non può più essere vinto perché non viene più riconosciuto e combattuto per quello che è. E l'uomo si perde, ognuno è nessuno e, come spiega Marshall McLuhan "il più grande statista potrebbe essere confuso con un lacchè. In termini liturgici, la perdita dell'identità significa perdita della vocazione religiosa, e il permissivismo morale significa perdita del bisogno della Confessione. Laddove molti ricorrevano alla Confessione e relativamente pochi alla Comunione, ora pochissimi si confessano mentre molti ricorrono alla Comunione".

Come diceva Gilbert Keith Chesterton, una Chiesa siffatta può piacere al mondo, ma non gli fa alcun bene: "La Chiesa non può muoversi coi tempi; semplicemente perché i tempi non si muovono. La Chiesa può solo infangarsi coi tempi e corrompersi e puzzare coi tempi. (…) E la Chiesa ha il compito di salvare tutta la luce e la libertà che può essere salvata, resistere a quella forza del mondo che attrae in basso, e attendere giorni migliori.

Una chiesa vera vorrebbe certo fare tutto questo, ma una Chiesa vera può fare di più. Può fare di questi tempi di oscurantismo qualcosa di più di un tempo di semina; può farli il vero opposto dell'oscurità. Può presentare i suoi ideali in tale e attraente e improvviso contrasto con l'inumano declivio del tempo da ispirare d'un tratto agli uomini qualcuna delle rivoluzioni morali della storia, così che gli uomini oggi viventi non siano toccati dalla morte finché non abbiano visto il ritorno della giustizia. Non abbiamo bisogno, come dicono i giornali, di una Chiesa che si muova col mondo. Abbiamo bisogno di una Chiesa che muova il mondo".

Un aforisma al giorno

«Rembrandt pronunciò una virile e sana verità, dicendo che un uomo aveva dignità non quando assomigliava a un dio greco, ma quando gli toccava in sorte un naso massiccio come una clava, un testone che ricorda un elmo squadrato con l’accetta, e due mascelle simili ad una trappola d’acciaio».


Gilbert Keith Chesterton, L’Imputato

È morto Mario Palmaro!

Sono molto, molto addolorato di apprendere la morte dell'amico Mario Palmaro.
Non ci siamo mai incontrati fisicamente ma ci conoscevamo per via del comune carissimo amico Alessandro Gnocchi e la militanza tra i Giuristi per la Vita.
Mario ha ricevuto in dono dal Padre Eterno una grande intelligenza che usava acutamente e con grande amore per la Chiesa Cattolica. Amava la Verità e questo basta.
Mi mancherà molto leggere i suoi lavori, i suoi giudizi lucidi. Sono molto addolorato per la moglie ed i figli e offro ancora una volta a loro la mia amicizia e quella di tutti nostri amici, oltre che le nostre preghiere sincere ed affettuose.
Il mistero della Comunione dei Santi ci consola e ci ricorda che siamo amici per sempre e per sempre combattiamo insieme la Buona Battaglia, grazie a Nostro Signore Gesù Cristo.

Marco Sermarini

Tweet da Pierre L. Cabantous (@Cabantous_donPL)

Pierre L. Cabantous (@Cabantous_donPL)
@dongabriele "In morte di Mario" articolo di @RicCascioli bit.ly/1nbC3nu via @lanuovaBQ #Palmaro


Tweet da Gabriele Mangiarotti (@dongabriele)

Gabriele Mangiarotti (@dongabriele)
Mario Palmaro vive ora nella luce del Signore che ha amato e testimoniato con fedeltà e coraggio. Portiamo nel cuore il suo esempio!


sabato 8 marzo 2014

Il matrimonio secondo Chesterton, dal blog Uno con una, per sempre

http://unoconunapersempre.org/vita-di-coppia/il-matrimonio-secondo-chesterton/

Vittoria Patti, una nostra amica, ha fatto questa bella antologia di frasi di Chesterton sul matrimonio nel suo blog.

In questo clima di follia omofila, abortista, consumista, divorzista, conviventista (neologismo gratuito) è un ottimo antidoto a tutte le porcate circolanti.

Andate a visitarla, merita!

venerdì 7 marzo 2014

Tweet da Don Lazzara (@Don_Lazzara)

Don Lazzara (@Don_Lazzara)


Fulton Sheen verso gli altari, si ispirò a Chesterton

Il Timone (@il_Timone)
Fulton Sheen verso la beatificazione: conquistò milioni di americani con le catechesi in tv-iltimone.org/30598,News.html pic.twitter.com/Nn4WYs5OHy

Fulton Sheen disse sempre di essersi ispirato a Chesterton...

Nell'articolo non c'è scritto ma lo abbiamo detto noi più volte.

Se tanto mi dà tanto...

giovedì 6 marzo 2014

Non può essere cosa giusta che la religione sia il più noioso degli argomenti - di Fabio Trevisan (da Corsia dei Servi)

Chesterton e il cardinale Kasper...

http://www.corsiadeiservi.it/it/default1.asp?page_id=612

Un aforisma al giorno - Da Eretici (che ora è nostro! Vai su Pump Street!)

"Il giramondo vive in un mondo più piccolo rispetto al contadino, respirando sempre un'aria locale. Londra è un luogo, paragonata a Chicago; Chicago è un luogo, paragonata a Timbuctù. Ma Timbuctù non è un luogo, perché almeno laggiù vivono uomini che la considerano l'universo e che respirano non un'aria locale, ma i venti del mondo. L'uomo sulla nave da crociera ha visto tutte le razze umane e pensa alle cose che dividono gli uomini: alimentazione, abbigliamento, decoro, anelli al naso come in Africa o alle orecchie come in Europa, vernice blu tra gli antichi o vernice rossa tra i britannici moderni. L'uomo nel campo di cavoli non ha visto nulla, ma pensa alle cose che uniscono gli uomini: la fame, i figli, la bellezza delle donne, la promessa o la minaccia del cielo. Il signor Kipling, con tutti i suoi pregi, è il giramondo; non ha la pazienza di diventare parte di qualcosa. Un uomo di tale levatura e onestà non può essere accusato di mero e cinico cosmopolitismo; eppure è proprio il cosmopolitismo la sua debolezza. Debolezza magnificamente espressa in una delle sue migliori poesie, "The Sestina of the Tramp Royal" ["La sestina del vagabondo reale", 1896], in cui un uomo dichiara di poter sopportare ogni sorta di inedia e di orrore, ma non la presenza stabile in un posto. In questo vi è sicuramente un pericolo. Più una cosa è morta, inaridita e polverosa, più viaggia; così è la polvere, la lanugine del cardo e l'Alto Commissario per il Sudafrica. Le cose fertili sono un po' più pesanti, come i pesanti alberi da frutto che crescono nel fecondo limo del Nilo. Nella fervida oziosità della giovinezza eravamo tutti propensi a contestare l'implicazione di quel proverbio che dice "pietra che rotola non raccoglie muschio", come a dire che chi non mette radici è libero, ma solo. E allora ci chiedevamo: "Chi vuole mettere radici, se non qualche sciocca e anziana signora?". Ma, malgrado tutto, cominciamo a capire che il proverbio ha ragione. La pietra rotola echeggiando di roccia in roccia; ma la pietra che rotola è morta. Il muschio è silenzioso perché è vivo. La verità è che l’esplorazione e il progresso rendono il mondo più piccolo. Il telegrafo e la nave a vapore rendono il mondo più piccolo. Il telescopio rende il mondo più piccolo; solo il microscopio lo rende più grande. Ben presto il mondo sarà diviso da una guerra tra telescopisti e microscopisti. I primi studiano le cose grandi e vivono in un mondo piccolo; i secondi studiano le cose piccole e vivono in un mondo grande. È sicuramente inebriante sfrecciare per il mondo in automobile vedendo l’Arabia come un vortice di sabbia o la Cina come un lampo di risaie. Ma l'Arabia non è un vortice di sabbia e la Cina non è un lampo di risaie. Sono antiche civiltà con strane virtù sepolte come tesori. Se desideriamo conoscerle, non dev'essere come turisti o investigatori, ma con la lealtà dei bambini e la grande pazienza dei poeti. Conquistare questi luoghi significa perderli. L'uomo che resta nel suo orticello, che dà su un mondo incantato, è un uomo dalle grandi idee. La sua mente crea la distanza; l'automobile stupidamente la distrugge".


Gilbert Keith Chesterton, Eretici


mercoledì 5 marzo 2014

Un aforisma al giorno

"Il Cielo fu il primo amore dell'uomo, e la terra è solo un sostituto".

Gilbert Keith Chesterton, A Handful of authors

Grande conferenza chestertoniana a Beaconsfield


Il 29 Marzo 2014 dalle 9.15 alle 17.00 a Beaconsfield, la città di Chesterton, nella Parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù, si terrà una interessantissima e nutrita conferenza sul tema: "Chesterton and His Message to our Times" (Chesterton e il suo messaggio per nostri tempi)
Interverranno Dale Ahlquist, presidente della Società Chestertoniana Americana, don Spencer Howe del Pontificio Collegio Nordamericano (socio sia della Società Americana che di quella Italiana), Marco Sermarini, nostro presidente, Dermot Quinn del G K Chesterton Institute for Faith and Culture, e Martine Thompson.
È un evento aperto al pubblico ma occorre prenotare presso Martin Thompson all'indirizzo chestertoninthechilterns@ntlworld.com