lunedì 9 febbraio 2015

Aleksandr Solzhenitsyn (sì, lui) e il distributismo.

Nel profilo Facebook "Hilaire Belloc" abbiamo trovato questa breve ma significativa affermazione sul romanziere russo Aleksandr Solzhenitsyn e abbiamo chiesto alla nostra Umberta Mesina di tradurla per noi, con il consenso del… "signor Hilaire Belloc" (e ringraziamo tutti e due, Umberta e il "signor Belloc").


"Sembra che Aleksandr Solzhenitsyn, il romanziere e storico russo, critico del totalitarismo sovietico (e della decadenza dell'Occidente), sia arrivato a conclusioni su argomenti socioeconomici e politici che sono molto vicine alle idee del distributismo. 

Per esempio, Solzhenitsyn dice che «senza un governo locale autonomo e ben costituito non ci può essere vita stabile e prospera e il concetto stesso di libertà civili perde ogni significato». Questa affermazione sottintende il principio di sussidiarietà. 

Riguardo all'economia egli afferma che «occorre dare largo spazio alla sana iniziativa privata e bisogna incoraggiare e proteggere le piccole imprese private di ogni tipo, poiché sono loro che assicureranno la più rapida fioritura di ogni località. Allo stesso tempo dovrebbero essere posti robusti limiti legali ad una concentrazione incontrollata di capitali; nessun monopolio dovrebbe essere permesso in alcun settore e nessuna impresa dovrebbe essere controllata da nessun'altra. La creazione di monopoli porta con sé il rischio di un progressivo peggioramento della qualità: un'azienda potrebbe permettersi di offrire beni che durano poco per sostenere la domanda»

Il biografo Joseph Pearce nota che «c'è una notevole affinità tra questi suggerimenti e quelli offerti da Schumacher in Piccolo è bello e da G. K. Chesterton e Hilaire Belloc nei loro inviti al distributismo».  (Solzhenitsyn: A Soul in Exile, Ignatius Press, pag. 269) 

Suppongo che questa «notevole affinità» sia un esempio del detto Le grandi menti pensano allo stesso modo. [N.d.T. In inglese, Great minds think alike; in italiano non esiste una formula idiomatica equivalente]".


Poi la nostra Umberta aggiunge (e noi pubblichiamo):

Sul web ho trovato questa intervista su Zenit (in inglese, la versione italiana non c'è: http://www.zenit.org/en/articles/solzhenitsyn-s-prophetic-voice), dove dicono che S. pensava che capitalismo e socialismo avessero lo stesso nucleo e quindi commettessero gli stessi errori. E questo è ciò che dice anche il distributismo, benché S. ci fosse arrivato tramite la sua personale storia, indipendentemente da Chesterton e Belloc. E' molto interessante.
Davvero il mondo è pieno di sorprese, io non avrei mai pensato a Solzhenitsyn come a un potenziale distributista!


1 commento:

Maria Grazia ha detto...

riflettevo sul fatto che non solo arrivano alle stesse conclusioni, ma ci arrivano avendo vissuto nei due sistemi economici a cui il ditributismo si contrappone: il capitalismo/liberalismo per GKC e Belloc e il comunismo per Solzhenitsyn.