venerdì 31 luglio 2015

The Lion Sleeps Tonight - Dale Ahlquist scrive della storia dell'uccisione del leone su Crisis Magazine

Non ci crederete ma il povero malaccorto dentista che ha ucciso il famoso leone per cui si sono sollevate le maggiori testate mondiali (che hanno taciuto di fronte alla vendita di pezzi di bambini abortiti da parte di Planned Parenthood) è un vicino di casa di Dale, che abita a Bloomington…

Ecco cosa dice Dale:

He is now a marked man, a wanted criminal. His business is in shambles, his patients all scattered to other dental clinics across the Twin Cities (nostra traduzione: ora egli è un uomo segnato, un ricercato. Il suo lavoro è un disastro, i suoi pazienti sparsi tra altri studi dentistici in giro per le Città Gemelle).
Ma qual è il nesso tra il triste commercio di Planned Parenthood (per cui quasi nessuno si indigna) e l'uccisione del leone Cecil?
Attenti, ovviamente c'è sempre di mezzo il nostro caro Chesterton!
Grazie, Dale!

http://www.crisismagazine.com/2015/the-lion-sleeps-tonight

Il 30 Luglio 1922 GKC divenne cattolico...

Ce ne siamo ricordati oggi ma va bene lo stesso (vedere il nostro motto).

Avvenne a Beaconsfield, in quella che allora fungeva da chiesa cattolica, e cioè la sala dell'Hotel della Stazione Ferroviaria (Railway Station Hotel).

Oggi non c'è più ma il luogo è noto.

Fu una bella giornata.

Qui nel blog ce n'è traccia. Il mio nome è Lazzaro, e io sono vino, disse GKC.

Grazie, Gesù, per questo dono, novantatré anni fa. Fresco di giornata.

giovedì 30 luglio 2015

Fuochi verranno attizzati... spade s'incroceranno...

Qui non si fa accademia, qui si agisce!

Sono partiti da Modena, Verona e Mantova!

Un aforisma al giorno - Torniamo sulla questione dell'eresia ma allarghiamo il discorso alle virtù e alla verità - 4

Per approfondire il discorso sull'eresia, è opportuno toccare altri due argomenti cari a Chesterton, quello della virtù e quello della verità.

Ascoltate cosa dice Chesterton a proposito della virtù. Si legge un'assonanza profonda con il discorso sull'eresia:

I vizi - rilasciati - dilagano e danneggiano. Ma anche le virtù, lasciate in balia di sé stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni. Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane impazzite. Le virtù sono impazzite perché sono state isolate l'una dall'altra e stanno vagando sole. Così ad alcuni scienziati sta a cuore la verità, e la loro verità è spietata. Così ad alcuni umanitari interessa solo la pietà, e la loro pietà (mi spiace dirlo) è spesso falsa. Blatchford attacca il cristianesimo perché egli è fissato su una sola delle virtù cristiane. La virtù della carità puramente mistica e quasi irrazionale. Egli ha la strana idea di rendere più facile il perdono dei peccati dicendo che non esistono peccati da perdonare.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Si badi bene: Chesterton parla di «virtù impazzite» e non di «verità impazzite» (spesso le due cose vengono confuse ma è errato: la verità è sempre tutta intera, altrimenti non è verità). Le virtù, dice Chesterton, impazziscono se separate le une dalle altre e vagano da sole, e vagando da sole creano errori e peccati. Ricordate cosa succedeva per l'eresia e la verità: la «propria» verità alla fine è un'eresia perché è una «mezza verità», cioè una verità non intera, cioè una non verità. Nel medesimo tempo separare le virtù significa renderle virtù «impazzite» e quindi false. Chesterton parla del suo ex maestro Robert Blatchford, socialista utopistico, fautore di una carità «mistica» (Chesterton usa questo termine in maniera ambivalente, a volte - come in questo caso - vuole significare «slegato da ogni rapporto con la realtà») che per forza sfocia in qualcosa di errato, cioè (problema molto attuale) facilita il perdono dei peccati abolendo il concetto di peccato. Credo che il paragone sia calzante e rende bene la portata dell'errore che afferma.

Ma Chesterton ci dice ancora qualcos'altro:

La verità intera è in genere alleata della virtù, una mezza verità è sempre alleata di un vizio.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 11/06/1910

In altre parole, la verità «vera», cioè quella intera e comprensiva del tutto, va a braccetto con la virtù, mentre la mezza verità genera solo vizi, cioè fonti ulteriori di peccato.

Ci dice poi che 

la menzogna non è mai tanto falsa come quando si avvicina molto alla verità. È quando la pugnalata sfiora il nervo delle verità che la coscienza cristiana urla di dolore.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino

Qui capiamo quale fosse l'amore di Chesterton per la verità. Posporre la verità è sempre un errore grave, per Chesterton. La dottrina e la virtù non possono che andare a braccetto, altrimenti la virtù non può fiorire. La virtù fuori della verità è impossibile. In quest'altra citazione tutto ciò è espresso chiaramente:

La prima confessione di fede o comandamento, è che nulla può insieme essere e non essere. Per cui, in parole povere, il vero e il falso esistono.

Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino

Contrapporre adesione alla verità e misericordia, per esempio, è una cosa che Chesterton non fa e non farebbe mai. 

Tweet di G.K. Chesterton su Twitter

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
This triangle of truisms, of father, mother and child, cannot be destroyed; it can only destroy those civilizations which disregard it.


martedì 28 luglio 2015

Catholic World Report (o meglio Dale Ahlquist) recensisce "Chesterton and the Jews" di Ann Farmer

La recensione di «Chesterton and the Jews» (Angelico Press, 2015) del nostro Dale Ahlquist.

Avevamo già segnalato il volume qualche giorno fa sul nostro blog.

Il giudizio di Dale su questo libro è da non perdere, anche perché ha letto il libro e quindi lo commenta a dovere (l'ho visto io, Marco Sermarini, mentre lo leggeva qui in Italia, a casa mia...).

Il titolo dell'articolo è eloquente: «Difendere il difensore degli ebrei». E così finalmente buttiamo nella fogna tutte le infondatissime accuse di antisemitismo a lui rivolte...

Questa è una ricerca seria e non uno sproloquio ideologicamente (in)fondato.

Lo potete pubblicizzare, anzi, sarebbe bello tradurlo e pubblicarlo in italiano, anche perché è ora che i chestertoniani italiani leggano cose più impegnative sul nostro Chesterton, smuovendosi dai luoghi comuni e dalle interpretazioni di comodo.

Noi nel nostro piccolo stiamo cercando di farlo (commenti, recensioni, aforismi, analisi del suo pensiero, segnalazioni di articoli e di studi seri). Aiutateci.

Qui sotto il collegamento.

Dale ha un grande pregio: parla e scrive in un inglese molto comprensibile, per cui anche i sedicenti dummies non si spaventino...

http://www.catholicworldreport.com/Item/4058/defending_the_defender_of_the_jews.aspx

lunedì 27 luglio 2015

Un aforisma al giorno (sempre sull'eresia, tema in cui si fa sempre confusione) - 3

Riprendiamo l'esame di alcune fonti chestertoniane sulla questione dell'eresia, per fare chiarezza, spero una volta per tutte.

Sull'eretico Chesterton ci dice quanto segue, tornando ancora sul concetto di "mezza verità":

"L'eretico (che è anche sempre fanatico) non è colui che ama troppo la verità; nessuno può amare troppo la verità. Eretico è colui che ama la propria verità più della verità stessa. Preferisce, alla verità intera scoperta dell'umanità, la mezza verità che ha scoperto lui stesso. Non gli piace veder finire il suo piccolo, prezioso paradosso, che si regge solo coll'appoggio di una ventina di truismi, nel mucchio della sapienza di tutto il mondo"

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago ed altre serissime storie - L'Uomo Comune

Per cui, insisto e approfondisco, la "propria verità" è una "mezza verità", cioè non è la verità.

Spade s'incroceranno... - I Gruppi Chestertoniani Veronesi vi invitano il 30 Luglio

Riceviamo da Roberto Prisco (in arte Rob) il consueto invito ad accendere i falò la sera del 30 Luglio:


Falò del 30 luglio 2015 sul Monte Cavro a Quinzano – Verona

Ore 18,30 e 19 Partenza dei due gruppi da via Nuova, 22 (100 m. slm)
                        il primo dei due gruppi passa dalla Valle dei Ronchi
                        il secondo fa la strada dell'anno scorso passando da San Rocchetto
                        uno porta il formaggio, l'altro il rum.

Ore 19,30  Arrivo sul Monte Cavro (190 m. slm) e cena al sacco.

Ore 20  Accensione del falò
            ricordo dell'amico Emanuele Morandi
            a seguire:
            lettura di brani di Chesterton: quelli soliti e poi quello allegato tolto da
            Ortodossia che verrà commentato dai presenti.
           snudamento delle spade
           taglio e degustazione del formaggio
           distribuzione del rum
           spegnimento del fuoco.
ore 22 o 23 al più tardi ritorno a casa
           fumata finale del sigaro nel giardino


Brano della serata:

Da Ortodossia Capitolo III

I vizi – rilasciati- dilagano e danneggiano. Ma anche le virtù, lasciate in balia di sé stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni. Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane che sembrano come folli: sono divenute folli perché sono scisse una dall'altra e vagano senza mèta. Così alcuni scienziati coltivano la verità; ed è una verità senza pietà; così alcuni umanitari coltivano la pietà e la loro pietà (mi dispiace dirlo) è spesso nemica della verità. Blatchford attacca il cristianesimo perché egli è fissato su una sola delle virtù cristiane. La virtù della carità puramente mistica e quasi irrazionale. Egli ha la strana idea di rendere più facile il perdono dei peccati dicendo che non esistono peccati da perdonare.


Un giudizio su Radio Chesterton di un lettore fra i tanti

Riceviamo e con molto piacere pubblichiamo:

Gentile Presidente,

ho preso carta e penna (virtualmente) per scriverle che sono molto contento di aver acquistato e letto "Radio Chesterton" perché è un bellissimo volume.
Mi affascina l'idea che Chesterton parlasse di cose così belle ed elementari a tutti, a migliaia e migliaia di persone, e ricordasse a tutti la bellezza e la grazia di essere vivi, l'amore per la verità e tante altre belle ed insostituibili cose.
Mi colpisce pure - leggendo il carteggio sulla libertà - il fatto che GKC fosse davvero orgoglioso di essere cattolico e che non perdesse neppure una battuta pur di rispondere alle critiche pur articolate dei suoi avversari puntutissimi ma in ultima analisi fiacchi. Lui era sempre lieto, loro sempre con quella sfumatura giallognola in viso tipica del bilioso.
Credo che il capitolo più bello sia "Per noi finirà col botto", in cui Gilbert risponde a tutti i critici e i superficiali laudatori dell'epoca moderna, che credono che i giovani si divertano mentre sono solo preda di un triste silenzio nonostante i mille sovrastimoli che ricevono e che dovrebbero renderli lieti (e così non è). Pensi quanto è più vero oggi: ma come faceva a vedere così a lungo?
Risponde anche a T. S. Eliot e alla sua "desolazione", in cui sembra davvero perdersi ed in cui in fondo, in maniera molto borderline, crediamo tutti sia bello e ovvio stare. Le dirò, mi sembra una moda molto in voga anche oggi tra tanti cattolici doc.
Chesterton è davvero un grande perché ci dimostra come essere felici, e la ringrazio (come ringrazio la traduttrice che ha reso il tutto così bene) di aver tirato fuori dalla immensa cassapanca delle opere di Chesterton questa perla insostituibile.

Ovviamente l'ho comprata su Pump Street, perché così ha un sapore più forte...

Ancora grazie e gradisca i migliori saluti e auguri per questa calda estate. A quando il seguito (mi sembra di capire che ce ne sia uno, vero?)?

Mario Fabbri

Un aforisma al giorno (da Radio Chesterton - "Per noi finirà col botto")


Disponibile su www.pumpstreet.it - lì ha più sapore!

domenica 26 luglio 2015

Un aforisma al giorno

Voglio dirvi qualcosa che è la più difficile da esprimere a parole, qualcosa che è più privato della vita privata. È il fatto che siamo vivi, e che la vita è la cosa di gran lunga più stupefacente di qualsiasi gioia o sofferenza che può capitarci durante la vita.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton

Seduto in prima fila al centro Chesterton diciassettenne,
assieme ai suoi amici di scuola


sabato 25 luglio 2015

Tweet di Chesterton Society su Twitter

Chesterton Society (@AmChestertonSoc)
"When politics were more local, they were more truthful." - #GKChesterton


venerdì 24 luglio 2015

Un aforisma al giorno


Se non saremo in grado di rendere interessanti per gli uomini l'alba, il pane e i segreti creativi del lavoro, piomberà su tutta la nostra civiltà un affaticamento che è l'unica malattia da cui le civiltà non guariscono. Così morì la grande civiltà pagana: tra cibo e circhi e dimenticanza dei lari domestici. 

Dunque, qualunque cosa scegliate di fare, non beffatevi del libro della Genesi. Sarebbe molto meglio per voi, sarebbe molto meglio per tutti noi, se rimanessimo così legati al libro della Genesi da considerare la settimana come una serie di azioni simboliche, che ci ricordano i passi della creazione. Sarebbe molto meglio se ogni lunedì, anziché essere un lunedì nero, fosse un lunedì luminoso, per celebrare la creazione della luce. Sarebbe molto meglio se il martedì, parola che attualmente suona molto scialba, rappresentasse un tripudio di fontane, fiumi e ruscelli scroscianti, perché fu il giorno della divisione delle acque. Sarebbe bello se ogni mercoledì fosse l'occasione di appendere in casa rami verdi e fiori, perché queste cose spuntarono nel terzo giorno della creazione; o se il giovedì fosse consacrato al sole e alla luna e il venerdì consacrato ai pesci e ai polli, e così via. Allora cominceremmo a intuire l'importanza della settimana e quali grandi cose una civiltà dalla grande immaginazione potrebbe fare in una settimana.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton

Disponibile su www.pumpstreet.it

Un aforisma al giorno (da Radio Chesterton! Compratelo su Pump Street!)

La scienza antica, la scienza di epoca vittoriana dei giorni di Charles Darwin, sosteneva quella bizzarra intuizione in base a cui tutto è credibile se avviene molto lentamente. Che è come dire che si può credere all'ippogrifo, a patto che a un cavallo sia cresciuta una piuma alla volta; o che si può credere all'unicorno, solo se il corno non salta fuori all'improvviso, ma comincia a svilupparsi come un piccolo brufolo. Ma, qualsiasi cosa sia, questa non è scienza moderna. La vera scienza moderna, la nuova scienza, per quel che può valere, tende sempre più ad avvicinarsi alla visione mistica di un disegno matematico, che potrebbe benissimo essere fuori dal tempo. In base alle ultime teorie scientifiche, il cosmo sarebbe potuto nascere in sei giorni, o in sei secondi, o più probabilmente in meno sei secondi o forse nella radice quadrata di meno sei secondi. Io però non voglio mettermi a insistere sulla verità letterale dei sei giorni, perché la mia fede non lo richiede e qui non sto parlando della fede di nessuno. Voglio parlare delle grandi idee che quel simbolo suggerisce, ovvero il fatto che il potere creativo è stato tale per sei giorni e il settimo è stato contemplativo. Perché il vero fine di tutta la creazione è il compimento, e il vero fine del compimento è la contemplazione.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton

Radio Chesterton è acquistabile su www.pumpstreet.it, dove ci sono sconti riservati ai soci della SCI.

giovedì 23 luglio 2015

Un aforisma al giorno (ancora sull'eresia, tema su cui si fa sempre molta confusione) - 2

Vorremmo contribuire, a puntate, fior da fiore, un pezzetto per volta, a far chiarezza sull'argomento dell'eresia, così centrale in Chesterton e così confuso oggi.

Sentiamo spesso citare aforismi mai pronunciati da Chesterton e "spacciati" per tali, nella maggioranza dei casi solo per approssimazione o "sentito dire", qualche volta - va detto - con il malcelato intento di far passare altri messaggi che Chesterton non ha mai dato. Altre volte semplicemente perché non si è capito cosa volesse dire Chesterton.

Siamo la Società Chestertoniana Italiana, non siamo il Supremo Tribunale della Chestertonianità, però un'autorità ci viene riconosciuta in giro e comunque abbiamo un grande amore per il nostro Gilbert e per Nostro Signore che ce l'ha donato proprio per fare chiarezza in mezzo alla confusione teoretica per cui il tutto e il niente sono molto vicini, o il bianco e il nero coinciderebbero, che in fondo tagliare tutto con la spada non è giusto... Chi conosce bene Chesterton conosce pure la sua venerazione per la Verità.

Allora ecco un altro pezzetto di questo mosaico che mosaico non è, è un bell'affresco che non può essere spezzettato e che mai presenta contraddizioni al suo intero (e questo, credeteci, desta ancora più stupore: uno che ha scritto e pronunciato milioni di parole non ha una sola frase che contraddica qualche altra sua affermazione). Questa può essere considerata la sua vera definizione di eresia:

L’eresia è quella verità che trascura tutte le altre verità.

Gilbert Keith Chesterton, Perché sono cattolico - San Tommaso Moro

La coerenza interna di Chesterton è confermata dal confronto con l'altro aforisma, pubblicato qualche giorno fa:

Le eresie consistono sempre nell'indebita concentrazione su di una singola verità, o mezza verità. È pertanto giusto insistere sulla onniscienza di Dio, ma è un'eresia insistervi, come fece Calvino a scapito dell'Amore divino; è giusto desiderare una vita semplice, ma è un'eresia desiderarla a costo di rinnegare la benevolenza e le buone maniere.

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago ed altre serissime storie - L'Uomo Comune


L'eresia è quindi una verità che trascura le altre verità, e perciò non è mai una verità "intera", completa, quindi alla fine è una "mezza verità", cioè non è la verità. Come vedete, ne L'Uomo Comune Chesterton chiarisce meglio questo concetto esemplificandolo.


Una riflessione attuale di Peppino Zola a partire da Chesterton

http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-il-buonismo-di-certi-cattolici-e-i-due-pericoli-mortali-13328.htm#.VbB54foayc0

martedì 21 luglio 2015

Un aforisma al giorno... intelligente

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
It amuses me to reflect...that the more my opponents practise Birth Control, the fewer there will be to fight us.


sabato 18 luglio 2015

Un aforisma al giorno, grandioso!

Chesterton Society (@AmChestertonSoc)
"A man's pocket is his private affair; and his nose is a public monument by comparison." GKC


venerdì 17 luglio 2015

Un aforisma al giorno (eresie, tema complicato sul quale molti intendono male, citano male...)

Le eresie consistono sempre nell'indebita concentrazione su di una singola verità, o mezza verità. È pertanto giusto insistere sulla onniscienza di Dio, ma è un'eresia insistervi, come fece Calvino a scapito dell'Amore divino; è giusto desiderare una vita semplice, ma è un'eresia desiderarla a costo di rinnegare la benevolenza e le buone maniere.

Gilbert Keith Chesterton, La Nonna del Drago ed altre serissime storie - L'Uomo Comune 

mercoledì 15 luglio 2015

Un grande chestertoniano

Il compianto cardinale Giacomo Biffi, un grande chestertoniano.

La "Buona Scuola" secondo Chesterton - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"Secondo l'illusione oggi di moda, attraverso l'educazione possiamo dare alle persone qualcosa che noi non abbiamo avuto"

zzzzchrtn150715Nel 1910 Gilbert Keith Chesterton raccoglieva una straordinaria serie di saggi, dal titolo: "What's wrong with the world" (Ciò che non va nel mondo). Nella quarta parte del medesimo libro si chiedeva cosa fosse l'educazione e la buona scuola: "La prima e unica cosa che mi interessa è affermare che se non si è capaci di salvare i padri non si possono salvare i figli e che, al momento, non possiamo salvare gli altri perché non siamo in grado di salvare noi stessi". Questa considerazione lungimirante era posta in continuità con il fatto che non si poteva dare ciò che non si aveva: un'illusione purtroppo ancora di moda. Che cos'era quindi l'educazione e la buona scuola secondo Chesterton? Era qualcosa di completamente diversa da quella approvata come legge alla Camera (la cosiddetta "buona scuola" del governo Renzi) nei giorni scorsi. Ecco come impostava la discussione il grande pensatore inglese: "L'educazione è trasmissione di verità, ma come possiamo trasmettere la verità se non l'abbiamo mai posseduta? Ai bambini insegnano a essere uomini: e come può essere così semplice insegnare un ideale di umanità agli altri se è un'impresa inutile e disperata cercarne uno per noi?". Un tempo si diceva che una domanda ben posta (come quella chestertoniana) è già una risposta; ora, si potrebbe dire, che non si è nemmeno capaci di fare le domande, figuriamoci le risposte! Bisogna quindi ritornare, anche parlando di "buona scuola", ad impostare i problemi dalle fondamenta, come faceva il grande scrittore cattolico di Beaconsfield: "Educazione è una parola come "trasmissione" o "ereditarietà"; non è un oggetto, ma un metodo, e con essa si intende la trasmissione di certe cose, idee e caratteristiche ai nuovi nati". 

La verità di queste semplici argomentazioni era così banale da essere dimenticata, come temeva lo stesso Chesterton, anche nei comuni discorsi politici. Bisognava allora (e tanto più ora) enunciarla chiaramente. Chesterton partiva da una semplice constatazione: "Un bambino piccolo, figlio di un piccolo commerciante, che vive in una piccola casetta, viene istruito a mangiare il suo breakfast, a prendere la sua medicina, ad amare il suo paese, a dire le preghiere e a mettersi il vestito buono la domenica". Cosa succederebbe se il ragazzo fosse adottato, fosse figlio cioè di un'ideologia impazzita (come potrebbe essere l'ideologia gender dei nostri giorni)? Tutti questi "padri" insani dei nostri tempi non accetterebbero ad esempio chi il sano patriottismo, chi le medicine, chi le preghiere, chi il valore sacro della domenica e così via. Ecco come rispondeva Chesterton, con l'arguzia e l'intelligenza che lo contraddistingueva: "Tutti questi educatori li accomuna la sola cosa che detestano apertamente: il comune concetto di autorità. E' curioso che vi siano persone che parlano di separare i dogmi dall'educazione. Invero i dogmi sono l'unica cosa che non può essere disgiunta dall'educazione: i dogmi sono l'educazione. Un insegnante non dogmatico è semplicemente un insegnante che non insegna". 

Non è difficile immaginare quale reazione produrrebbe oggi questa benefica "trovata" chestertoniana contro i "cattivi maestri" dei nostri giorni. Il processo dell'apprendimento scolastico era visto e presentato da Chesterton in modo diametralmente opposto alla maieutica socratica o all'arte di estrarre qualcosa di latente : "L'intero processo è da loro (gli insegnanti di allora) presentato come qualcosa che non proviene dall'esterno, cioè dall'insegnante, ma interamente dall'interno del ragazzo…il maestro di scuola non fa che liberare dolcemente e con gentilezza il proposito prigioniero". La debolezza e fragilità di questo metodo era perentoriamente denunciata dal grande sostenitore inglese del "senso comune": "Ho accennato all'etimologia latina di "educazione" e all'estrazione di certe facoltà del bambino per porre l'accento sul fatto che nemmeno questo trucco mentale può prescindere dal concetto inevitabile di autorità scolastica o genitoriale. L'educatore che estrae è arbitrario e coercitivo come l'istruttore che inserisce: infatti, tira fuori quel che vuole. E' lui che decide ciò che sarà sviluppato nel bambino e ciò che invece non lo sarà". Per Chesterton le verità più certe e provate dovevano essere trasmesse per prime ai bambini. Ai più giovani avrebbero dovuto essere insegnate le cose più vecchie, stabili e durature.

Ciò che temeva Chesterton, oltre alla marginalizzazione dei ruolo educativo dei genitori (evidente nell'attuale legge sulla "buona scuola") era la fragilità dell'impianto educativo: "Nella scuola moderna il bambino deve obbedire a un sistema che è più giovane di lui. Il fragile bambino di quattro anni ha in verità più esperienza ed è stato esposto al mondo più a lungo del dogma al quale si pretende di sottometterlo". Chesterton aveva pienamente ragione a denunciare i cattivi dogmi dei presunti insegnanti anti-dogmatici. Il dogma della cosiddetta "buona scuola" ha a che fare ancora, volenti o no, sulla verità dell'educazione. Peccato non ci sia più Chesterton a inquadrare lucidamente la questione.

Un aforisma al giorno (amici, queste cose Gilbert le diceva per radio a milioni di persone liete di ascoltarle)

"Il vero fine di tutta la creazione è il compimento, e il vero fine del compimento è la contemplazione".

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton

acquistabile su www.pumpstreet.it

domenica 12 luglio 2015

Un aforisma al giorno





Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton

sabato 11 luglio 2015

È morto il cardinale Giacomo Biffi

Siamo molto addolorati da questa triste notizia perché il cardinale Giacomo Biffi scrisse pagine indimenticabili su Chesterton (e non solo) e in un certo modo ne incarnò il piglio nell'insegnare la Verità senza fare sconti, con affabilità e grande senso dell'umorismo.

Per celebrarne il genio e la fede è sufficiente per noi riprodurre alcune righe di una famosa presentazione a "Perché sono cattolico" della Gribaudi, poi ampliata e finita in un volumetto dal titolo "Pinocchio Peppone e l'Anticristo e altre divagazioni" edito dalla Cantagalli; per i lettori è giusto e buono rileggerle.

Che Dio l'abbia in gloria, Eminenza. Preghiamo per lei, lei aiuti noi chestertoniani da lì.

Tweet di Soc Chestertoniana su Twitter

Soc Chestertoniana (@Sochest)
Non molti sanno che mons. R. Knox amico di #Chesterton tradusse la Bibbia dalla Vulgata latina, bellissima versione twitter.com/acn_uk/status/…


venerdì 10 luglio 2015

Radio Chesterton on air - Gli unici due frammenti delle trasmissioni radiofoniche di Chesterton per la BBC

Questo video contiene alcuni frammenti (un frammento video e audio ed il resto solo audio) contenenti immagini e voce di Chesterton. Ve li abbiamo già proposti in passato sempre su questo blog (basta fare la ricerca con il l'etichetta «Chesterton in audio e video» e li trovate) anni fa.
Ora lo rifacciamo perché all'interno del video c'è la lettura di «The Spice of Life», l'unico brano - brevissimo - di trasmissione radio superstite (la BBC distrusse le registrazioni di quelle e di molte altre trasmissioni, purtroppo).

Va detto, come ha scritto il nostro presidente nella sua Introduzione al volume Radio Chesterton, che questa trasmissione è l'unica finita in un volume prima dell'edizione Rubbettino: fa parte di una raccolta (peraltro inedita in lingua italiana) curata negli anni Cinquanta da Dorothy Collins (l'ultima e più affezionata segretaria di Chesterton) che prese il titolo proprio da questa trasmissione (che in italiano suona grosso modo il gusto o il sale della vita.
Gilbert durante una delle trasmissioni date
alla BBC nel 1935

Dal minuto 1.00 in poi ci sono circa cinquanta secondi in cui Chesterton legge proprio l'inizio di questa trasmissione che non troverete nel presente volume ma nel prossimo.

Dal minuto 7.28 sino alla fine il file presenta una trasmissione sull'architettura, anch'essa destinata al prossimo volume. Però ci tenevamo a farvi sentire la voce di Gilbert e l'atmosfera che si creava durante queste conversazioni amichevoli.

Bertrand Russell, che incrociò radiofonicamente
la spada con Gilbert (trovate la trasmissione nel volume
appena pubblicato)
Chesterton voleva che chi lo ascoltava si trovasse immerso in una chiacchierata con lui, e il nostro presidente ci dà la prova che era così, citando alcune testimonianze dell'epoca. Questo il motivo per cui voleva che durante la trasmissione ci fosse sempre qualcuno dinanzi a lui... ma di questo troverete più cose piacevoli leggendo il libro!

Intanto sentite la voce del nostro caro amato amico Gilbert.

Gli altri spezzoni sono tratti, nell'ordine: da una sorta di cinegiornale in cui si vede Chesterton a fianco a sua moglie Frances in partenza per l'America in nave, mentre si toglie il cappello; un fermo immagine tratto da un filmato della visita e del discorso di Chesterton alla Holy Cross University negli Stati Uniti. Di questo filmato esiste una versione (la trovate qui nel blog) in cui si vedono Chesterton, la moglie e la segretaria muoversi per qualche secondo durante questa cerimonia. Chesterton viene presentato come un importante "crociato" (Holy Cross = Santa Croce, era una specie di riconoscimento che gli veniva consegnato), lui risponde ridacchiando che non era certo di essere un crociato ma che era certo di non essere un maomettano... Poi c'è un brano di un discorso di brindisi durante un pranzo in onore del grande scrittore inglese Rudyard Kipling in Canada (anche qui ride facendo battute su se stesso), e per ultime le trasmissioni sulla BBC.

Una notazione di colore: ascoltate Chesterton ridacchiare. Sembra di sentire una persona davvero contenta di tutto, a tratti un bambino. E queste risate contenute ci fanno capire bene che cosa intendeva il suo contemporaneo R. Church quando disse che Chesterton aveva il suo trono nelle osterie e lì "gorgogliava umorismo"...

Che bello.


giovedì 9 luglio 2015

Tweet di Soc Chestertoniana su Twitter

Soc Chestertoniana (@Sochest)
Dale Ahlquist parla di noi e mostra la bella città di S. Benedetto del Tronto dopo il suo soggiorno. twitter.com/amchestertonso…


mercoledì 8 luglio 2015

annfarmeraf | Chesterton and the Jews - Dal sito dell'autrice del libro segnalato giorni fa

Vi segnaliamo la pagina del sito dell'autrice del volume "Chesterton and the Jews", uscito per i tipi di Angelico Press.

Ann Farmer segue un filone recentemente inaugurato da padre Ian Ker e da William Oddie, ossia il tentativo di approfondire aspetti significativi della figura del nostro Chesterton facendo ricorso agli archivi e alle testimonianze documentarie. Padre Ker ha scritto una biografia "antologica", mettendo insieme i risultati dei migliori ricercatori ed i propri notevoli sforzi archivistici; Oddie ha acceso una luce sui primi trentacinque anni di vita di Gilbert, notevole per la profondità nell'esame delle idee originarie di Chesterton.

Ann Farmer scava su uno degli argomenti più controversi del nostro amico, rivelando la verità, che è tutta scritta nel sottotitolo del volume.

Speriamo in una prossima traduzione italiana, per mettere fine alle cose inesistenti che gli vengono attribuite.


http://www.annfarmer.co.uk/#!chesterton-and-the-jews/c1z58


Inviato da iPhone

lunedì 6 luglio 2015

Chesterton secondo Max Beerbohm

Un aforisma al giorno (da Radio Chesterton! Fresco fresco!)

Il cristiano deve usare tutto il suo cervello per scorgere la bontà nascosta nell'umanità; proprio come l'investigatore deve usare tutto il suo cervello per scorgere la cattiveria nascosta nell'umanità. C'è un modo di dire molto di moda a proposito del «vedere del buono in tutti», come se fosse una cosa facile, che ciascuno riesce a fare senza alcuno sforzo. Ma questo non è affatto un modo di vedere il bene o di vedere alcunché. Vedere il bene è vedere Dio e vedere Dio non accade casualmente; qualcuno disse con parole paradossali che era necessaria una certa purezza di cuore.

Gilbert Keith Chesterton, Radio Chesterton - Dai microfoni delle BBC

Ecco Radio Chesterton!


Questo splendido volume è pieno di saggezza, arguzia, fede e affetto per tutti.

Merita davvero di essere acquistato, ma naturalmente lo dovete fare tramite Pump Street, il sito distributista dove trovate tutto l'occorrente per essere baldi chestertoniani.

Ci sono pagine memorabili, tra cui il dibattito radiofonico tra Chesterton e Bertrand Russell su chi deve educare i nostri figli (grande Chesterton!), e la trasmissione seguita da un notevole carteggio tra Chesterton ed alcuni ascoltatori sulla questione della libertà (a Chesterton fu chiesto dalla BBC di parlare della libertà secondo l'ottica del cattolico). Ma non solo questo.

C'è un'interessante introduzione del nostro presidente Marco Sermarini, che chiarisce tutto il contesto in cui avvennero queste trasmissioni (a tratti la vicenda è anche commovente, getta una luce nuova sul carattere di Chesterton), ed una postfazione altrettanto interessante di Annalisa Teggi sul perché proporre intatto il carteggio sulla libertà.

Ricordiamo che questa raccolta è un inedito assoluto, perché le trasmissioni non sono mai apparse in volume neppure in lingua originale, per cui i chestertoniani italiani hanno fatto un'opera memorabile, con l'aiuto dell'editrice Rubbettino.

Questo è il secondo primato dei chestertoniani italiani, dopo la prima traduzione de La ballata del cavallo bianco, grazie ad Annalisa Teggi e a Raffaelli Editore.

Acquistatelo su Pump Street, aiuterete le opere distributiste e il pensiero di Chesterton a correre ovunque.

Chesterton e Benson

Molti conoscono Robert Hugh Benson (1871-1914), il pastore anglicano convertito al cattolicesimo e fattosi poi sacerdote, figlio dell'arcivescovo di Canterbury (la massima autorità religiosa dell'anglicanesimo), autore de Il padrone del mondo, di Vieni ruota! vieni forca! e di altri libri di successo.

Ci siamo sempre chiesti, vista la contemporaneità, se avesse conosciuto ed incontrato GKC.

Ebbene sì, i due si conoscevano ed una volta Chesterton lo presentò ad una conferenza sui miracoli a Londra nel 1914, anno della morte di Benson.

domenica 5 luglio 2015

Minoranze creative e distributiste al lavoro, ieri 4/7/2015

Chesterton and the Jews, un libro consigliato

Sapete tutti che esiste un'infondatissima idea secondo cui Chesterton sarebbe antisemita.
Abbiamo qualche volta toccato la questione in questo blog (ricordiamo a titolo di esempio la lettera aperta che il nostro presidente scrisse al professor Melloni e che toccava anche questo aspetto facendo giustizia di diversi errori e giudizi infondati), e ricordiamo che William Oddie e la American Chesterton Society, il primo dedicando all'argomento un capitolo del libro da lui curato sulla santità di Gilbert e la seconda consacrando un intero numero della rivista Gilbert, hanno ampiamente dimostrato l'inesistenza di quest'accusa.

Dale Ahlquist, ripartito questa mattina per gli Stati Uniti dopo quasi una settimana passata tra Chesterton Day e distributismo italiano, ci ha detto che il libro che vi proponiamo vale la pena di essere letto perché documentatissimo e validissimo.

Ann Farmer è una persona interessante, inglese, casalinga che però ha una dedizione speciale verso Chesterton e il popolo ebreo. Ha voluto scoprire la verità in mezzo a cumuli di menzogne e ha fatto giustizia di tutto ciò.

Il volume è chiaramente in inglese, edito da Angelico Press (la stessa editrice che pubblica le opere di Caldecott). Per chi è pratico della lingua ed ha ancora qualche piccolo tarlo, ecco il libro adatto.

Amico Critico Difensore: bellissimo ed eloquente il sottotitolo.

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Chesterton Society (@AmChestertonSoc)
Learn more about #Chesterton's starring role in film! neverpedia.com/pan/How_Men_Lo…

Una vecchia storia di cui abbiamo molte volte...

giovedì 2 luglio 2015

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La fine dell'Isola degli Ulivi - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"Ho visto qualcosa, oggi, che è peggio della morte: si chiama Pace"

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Nel secondo capitolo del romanzo: "L'osteria volante", scritto da Gilbert Keith Chesterton nel 1914, si prospetta la resa politica e diplomatica della Cristianità occidentale all'Oriente, in particolare all'Islam, come punteggiato dal ministro inglese Lord Ivywood: "C'è una cosa che vorrei chiedere alle Vostre Eccellenze: perché dovremmo essere così presuntuosi da pensare che l'unica salvezza del vicino Oriente sia per forza il vicino Occidente? Se servono nuove idee non sarebbe più naturale ricorrere a civiltà più vive e laboriose, come ad esempio le civiltà che compongono la vasta riserva dell'Oriente?Non sarebbe bello vedere l'Asia in Europa, ma un'Asia in pace? Sono queste le ragioni che mi spingono ad accettare un disegno di colonizzazione". 

A fronteggiare la deriva dei principi e valori cristiani d'Occidente non era, secondo Chesterton, il mondo politico diplomatico ed istituzionale ma due personaggi che incarnavano il senso comune ed il desiderio di lottare per la verità e la difesa della legge naturale: un coraggioso marinaio irlandese, Patrick Dalroy, e un oste, Humphrey Pumph, titolare dell'insegna della "Vecchia Nave", che diventerà l'Osteria Volante. La fine dell'Isola degli Ulivi è decretata da quell'audace ed impertinente marinaio, che non accetta di negoziare in quel modo la pace per l'Europa e che sradica quegli ulivi, simboli illusori di una pace traditrice ed inerme e che fronteggiando i responsabili politici e culturali di quei patti meschini innalza il proprio ramoscello d'ulivo sulle loro teste: "Ecco il mio ramoscello d'ulivo – disse Dalroy, facendo vacillare l'albero sradicato che si abbatté sull'intera adunanza- un ramoscello d'ulivo più glorioso della mia spada ed anche più pesante…Adesso me ne posso andare. Ho visto qualcosa, oggi, che è peggio della morte: si chiama Pace". Dalroy aveva sentito aleggiare apparenti riflessioni, che oggigiorno potrebbero richiamare all'omologazione forzata del Pensiero Unico: "Penso che ormai un unico pensiero ci accomuni…penso che ormai tutti noi convergiamo su un'unica idea: la pace deve essere radicale quanto la guerra". Secondo lo scrittore cattolico londinese l'osteria volante rappresentava l'ultima estrema difesa, un grande valoroso baluardo contro il fiume dell'illogicità umana che continuava imperterrito il suo corso. 

Nel 1914 aveva inoltre paventato il pericolo di un falso ecumenismo, come aveva evidenziato nelle parole di Lord Ivywood: "La nostra è un'epoca in cui gli uomini si rendono conto che ogni credo contiene anche per gli altri tesori immensi, che ogni religione ha un segreto per i suoi vicini…se dunque è vero che noi occidentali abbiamo portato qualche lume all'Islam per quello che riguarda valori preziosi come la pace e l'ordine, perché non dire che l'Islam, in cambio, porterà la pace in migliaia di focolari domestici incoraggiandoci ad abolire le calamità che tanto ha fatto per traviare e snaturare le virtù della Cristianità occidentale?". Non voglio prolungarmi oltre nella descrizione di questo incredibile ed attualissimo romanzo, anche per non togliere il fascino della lettura a tutti coloro che non lo conoscessero. Desidero solamente prospettare, con Chesterton, che questa de-cristianizzazione dell'Europa non porterà ad alcun frutto positivo. Chesterton l'aveva denunciato più di un secolo fa e la difesa del sacro vino (simboleggiato dal barilotto di rhum portato in giro come vessillo anti-islam da Patrick Dalroy e da Humphrey Pump) è ancora sotto i nostri occhi ad ammonirci ed a chiederci: "Cosa stiamo facendo? Stiamo difendendo la Vecchia Nave, l'Osteria Volante?".