sabato 30 gennaio 2016

giovedì 28 gennaio 2016

Un aforisma al giorno

G. K. Chesterton (@GKCDaily)
If any man is to convince society that a thing is right, the thing must be right before society is convinced of it.

Se un uomo si trova a dover convincere che una cosa è giusta, la cosa deve essere giusta prima che la società sia convinta di ciò.


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Un aforisma al giorno

G. K. Chesterton (@GKCDaily)
To have an ideal is simply to have an aim; and there is nothing practical in being aimless.

Avere un ideale è semplicemente avere uno scopo; e non c'è niente di pratico nell'essere senza scoop.


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Riceviamo e volentieri vi giriamo (c'è anche Chesterton)

martedì 26 gennaio 2016

Un aforisma al giorno (Ortodossia)

Un aforisma al giorno (Ortodossia)

La Magia di Chesterton



Vi avevamo anticipato proprio ieri una novità editoriale, anzi due.

Eccovi la prima che vorremmo suggerirvi.

Si tratta di Magia, una delle poche opere teatrali scritte da Chesterton. Mancava dalle librerie da tanti anni. Un'edizione era uscita molti anni fa (credo ancora nel secolo scorso, anni Novanta grosso modo) con la traduzione di Saverio Simonelli ed era stata messa in scena da Mario Scaccia nel 1995 al Festival di San Miniato.

Un peccato che Chesterton si sia occupato poco di teatro (un'altra opera è stata pubblicata per colpa nostra e del Patriota Cosmico lo scorso anno, vi ricordate? Era la commedia che Chesterton utilizzò per rispondere al nichilismo di Pirandello e che si intitola La Sorpresa). Non sono l'unico a sostenerlo, lo diceva anche George Bernard Shaw, e con ciò mi voglio espressamente chiamare fuori dal coro di quelli che dicono: sì, bravo Chesterton ma non come drammaturgo. Perché credo che chi lo dice non lo abbia mai letto seriamente. Nel leggerlo bisogna avere sempre una disposizione anzi una disponibilità a farsi cambiare le carte in tavola, a leggere messaggi tra le righe, a non fermarsi subito alla prima fumisteria o difficoltà... così come si dovrebbe fare ogni volta che si apre un libro di Chesterton. C'è sempre una sorpresa o una cosa detta in un modo poco ordinario, quasi alla maniera di Pollicino che lasciava delle piccole tracce per ritrovare la strada, o di uno scrittore di gialli che è abituato a cospargere la sua opera di indizi, ed anche a cercarli nella vita, dove i più seguono strade già battute. È una virtù, questa, e va imparata da Chesterton.

Fatta questa premessa, vi dico che questa è una nuovissima edizione tradotta dal giovane Giulio Mainardi, che ama Chesterton e le sue opere e ha pensato bene di pubblicarlo a proprie spese attraverso la piattaforma web Il Mio Libro. Infatti è lì che lo troverà chi intenderà acquistarlo, e farà cosa buona perché ne vale la pena. Il libro è piccolo, si presenta bene anche dal punto di vista tattile (una copertina rigida, bianca ed è elegante. E' piacevole tenerlo in mano, questo libretto). Ha fatto tutto Giulio: prefazione, traduzione e anche il progetto grafico. Bravo, Giulio. 

«Perché mai dei miracoli falsi dovrebbero dimostrare che santi e profeti veri non sono mai esistiti? Potrebbe esserci della magia falsa, ed esserci ugualmente della magia vera». Ci chiede Chesterton; e Giulio ci dice che «è su tale stringente argomentazione che Chesterton costruisce questa “commedia fantastica”, opera che riscosse un grande successo di pubblico» ed ora lui ce la propone. Giulio dice pure (ed io recensore sono perfettamente d'accordo, e l'ho già detto sopra) che si tratta di «una storia arguta, sapientemente tesa, dove ogni frase, ogni accenno, ogni allusione muove in direzioni apparentemente diverse, ma in realtà ingegnosamente collegate; mentre sopra e intorno ai personaggi il sovrannaturale, presenza sottile e incombente, sembra in ogni momento in procinto di rivelarsi, come ingannevole macchinazione o come insondabile realtà». Insomma, si tratta di una storia che serve per svegliarci e per tenerci svegli, e questo è uno dei buoni motivi ci sono per acquistare questo libro.

Poi mi piace il fatto che questo giovane traduttore abbia sentito la necessità di tradurre per sé e poi di offrire a tutti quest'opera: è una cosa che ha del distributistico, in ogni caso dell'artigianale nel senso più bello del termine. I libri circolano così, dicevo con un carissimo amico: dovrebbero circolare sempre così, non aspettando che i grandi editori decidano di spendere per noi o meglio di guadagnare con noi. In fondo i libri che hanno cambiato il mondo sono andati in giro un po' così. Hanno trovato un manoscritto del Vangelo di San Giovanni nel corredo di un soldato morto in Egitto attorno al 125 dopo Cristo, una trentina d'anni dopo che era stato scritto quel Vangelo circolava nello zaino di un soldato scritto a mano. Non so quanto c'entri ma la cosa mi piace, e mi piace che ogni tanto noi chestertoniani - senza togliere il lavoro agli editori - sentiamo il bisogno di far leggere a tutti le opere di nostro Zio Gilbert.

Buona lettura!

Marco Sermarini

La traduzione dell'aforisma in inglese sui clan dell'altro giorno...

Giorni fa avevamo pubblicato uno splendido aforisma in inglese. Un simpatico amico (che si firma con un account di Blogger con un incomprensibile acronimo) ce ne ha fatto una traduzione e lo ringraziamo perché non sempre si arriva a fare tutto quello che sarebbe utile o per lo meno piacevole (per chi non conosce l'inglese: però sarebbe ora di iniziare a studiarlo, no? Essendo amici di Gilbertone è il minimo... anche solo per gratitudine e per facilitarci il compito! Scherziamo, dai!).
Grazie all'amico acronimico che se ha piacere può anche manifestarsi meglio!

«Non vi è nulla di gretto in un clan; la sola cosa davvero gretta è un circolo. I membri di un clan vivono insieme perché tutti indossano il medesimo tartan oppure perché discendono dallo stesso venerabile capostipite; nei loro cuori, però, grazie a Dio, vi saranno sempre molti più colori di quanti se ne possono trovare in qualsiasi tartan. I membri di un circolo, al contrario, vivono insieme perché hanno lo stesso tipo di anima e la loro grettezza è costituita da quella coerenza e soddisfazione spirituali che si trovano solo all'inferno».

Due nuove uscite chestertoniane!

Una è Magia, una delle commedie, e l'altra è un'antologia di scritti su San Tommaso Moro.

Presto di più!

La nuova bussola quotidiana quotidiano cattolico di opinione online: Il prete amico dell'uomo e non dei piani pastorali (parliamo di don Matteo!)

Il prete detective più popolare del piccolo schermo, don Matteo, pianta profonde le sue radici nel nostro Padre Brown.

http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-il-prete-amico-delluomo-e-non-dei-piani-pastorali-15031.htm#.VqatI0XYPCT





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lunedì 25 gennaio 2016

Un aforisma al giorno (ah! ah! ah!)

G. K. Chesterton (@ChestertonUP)
"The answer to anyone who talks about surplus population is to ask him whether he is the surplus; or if he is not, how he knows he is not."




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domenica 24 gennaio 2016

Un aforisma al giorno (grazie, Patriota Cosmico!)

fra roberto brunelli (@cosmicpatriot)
Il triangolo di verità lapalissiane composto da padre, madre e figlio non può essere distrutto;chi gli manca di rispetto si distruggerà GKC




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La blue plaque fuori di Warwick Gardens 11, Kensington, Londra

Cioè fuori della casa dove nacque Gilbert.

venerdì 22 gennaio 2016

Un aforisma al giorno

Il principio è il seguente: qualsiasi cosa a cui teniamo, anche ogni piacere, ha un punto di dolore o noia che deve essere superato, in modo che il piacere possa rinascere e durare. La gioia della battaglia arriva dopo la paura iniziale della morte, la gioia di leggere Virgilio arriva dopo la noia di averlo studiato, il tepore per chi fa il bagno nel mare arriva dopo lo shock dell'immergersi e il successo di un matrimonio arriva dopo il fallimento della luna di miele. Tutti i giuramenti umani, le leggi e i contratti sono modi differenti per sopravvivere con successo a questo punto di rottura, a questo istante di possibile resa. In ogni cosa che vale la pena fare su questa terra, c'è una fase in cui ognuno l'abbandonerebbe, eccetto che per ragioni di necessità o di onore.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

Un aforisma al giorno

Questa istituzione della casa è la più anarchica. Il che vuol dire che è più antica della legge ed è al di fuori dello Stato. Per natura essa viene rinvigorita, o corrotta, da indefinibili forze legate alle usanze e alla parentela. Non si deve intendere che lo Stato non ha autorità sulle famiglie; l'autorità dello Stato si invoca e deve essere invocata in molti casi fuori dalla normalità. Ma nella maggior parte dei casi che riguardano le gioie e i dolori familiari lo Stato non ha modo di entrare. Non tanto perché la legge non dovrebbe interferire, ma perché la legge non può.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

giovedì 21 gennaio 2016

Un aforisma al giorno

La speranza inestirpabile del mondo è che questa indebolita democrazia popolare crede ancora nel romanzo della vita, in quella differenza tra uomo, donna e bambino su cui tutta la poesia si è costruita fino a ora. Il pericolo per il mondo moderno è che questo mondo può cadere sotto una nuova oligarchia – l'oligarchia degli insolenti. L'isolente è semplicemente un oligarca che non si rende neppure conto di essere un oligarca. Un gruppo di miseri pedanti sta seduto ben in vista su un palco e asserisce all'unanimità (in un congresso vuoto) che non c'è alcuna differenza tra i doveri sociali degli uomini e delle donne, tra l'istruzione degli uomini e dei bambini. Sotto di loro si agita il mare di una moltitudine di milioni di persone che la pensano diversamente, che l'hanno sempre pensata diversamente, che la penseranno sempre diversamente. Malgrado la presenza di questa stragrande maggioranza che difende l'antica teoria sulla vita, io ho qualche serio dubbio su chi vincerà. A causa del declino della teologia e di tutti gli altri integri sistemi di pensiero, gli uomini sono ripiombati sui loro istinti, come animali. Come per gli animali, possono essere messi a cuccia. Ho paura su chi vincerà... Ma non ho alcun dubbio su chi dovrebbe trionfare.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di giusto nel mondo

Un aforisma al giorno (tra un po' lo tradurremo, bellissimo)

"There is nothing really narrow about the clan; the thing which is really narrow is the clique. The men of the clan live together because they all wear the same tartan or are all descended from the same sacred cow; but in their souls, by the divine luck of things, there will always be more colours than in any tartan. But the men of the clique live together because they have the same kind of soul, and their narrowness is a narrowness of spiritual coherence and contentment, like that which exists in hell".

Gilbert Keith Chesterton


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mercoledì 20 gennaio 2016

30 Gennaio 2016 - Difendiamo i nostri figli - Ci saremo!

Naturalmente il 30 Gennaio a Roma la Società Chestertoniana ci sarà. Chesterton prese botte e cavoli per molto meno, sarà di certo della banda, questo è sicuro.

martedì 19 gennaio 2016

Un aforisma al giorno (solito profeta, GKC. Ditelo alla Cirinnà...)

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
In sex emancipation, the total control of human life will pass to the State; and it will be a very Totalitarian State.




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lunedì 18 gennaio 2016

Chesterton e San Tommaso d'Aquino - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"Furono proprio il credo e il dogma a salvare l'integrità del mondo".

.

Cop San Tommaso NE.inddSecondo Etienne Gilson (1884-1978), grande studioso francese di filosofia e storia medievale, il saggio di Chesterton su San Tommaso d'Aquino era senza possibilità di paragone il miglior libro mai scritto su San Tommaso. Nulla di meno del genio può rendere ragione di tale risultato. Quest'opera chestertoniana matura del 1933 è infatti, soprattutto nella seconda parte, stupefacente e filosoficamente molto profonda, come si evince anche da questo breve stralcio: "San Tommaso sostiene che in qualsiasi momento una comune cosa è qualcosa; ma non tutto ciò che potrebbe essere. C'è una pienezza dell'essere, in cui essa potrebbe essere tutto ciò che può essere". Il sano realismo tomistico coincideva, per Chesterton, nell'esaltazione dell'essere e nell'affermazione risoluta di una prodigiosa filosofia permanente solida e oggettiva.

Era la filosofia del senso comune, come brillantemente il pensatore di Beaconsfield sottolineava: "Da quando nel sedicesimo secolo ha avuto inizio il mondo moderno, nessun sistema filosofico è venuto a coincidere con il senso di realtà dell'uomo qualsiasi; con ciò che gli uomini comuni lasciati a se stessi, chiamerebbero realtà". Cosa rimproverava lo scrittore inglese, sulle orme dell'Aquinate, al mondo moderno? L'aver abbandonato il credo e il dogma, proponendo una religione alternativa dell'intuizione e del sentimento: "Fu il rigido credo a resistere all'assalto del sentimento suicida…A tenere il pensiero in contatto con un pensiero più sano e più  umanistico fu semplicemente e unicamente il dogma". 

Con l'eresia di Martin Lutero il pensiero aveva lasciato posto definitivamente, secondo le testuali parole di Chesterton, alla suggestione. Alle derive, appunto, suggestive ed esilaranti (nel senso peggiore del termine)  delle filosofie moderne, lo scrittore londinese contrapponeva con vigore ed umoristicamente la filosofia perenne tomistica: "La filosofia si San Tommaso è fondata sull'universale comune convinzione che le uova sono uova. L'hegeliano potrà dire che l'uovo è in realtà una gallina, poiché è parte dell'incessante processo del divenire; il berkeleiano potrà sostenere che un uovo in camicia esiste solo come esiste un sogno; il pragmatista potrà credere che otterremo il massimo dalle uova strapazzate dimenticando il fatto che sono state uova, e ricordando soltanto lo strapazzamento. Ma nessun discepolo di San Tommaso avrà bisogno di rimescolarsi il cervello allo scopo di ben rimescolare le uova o di andarsi a mettere in una particolare angolatura per guardare le uova; di guardare le uova di traverso o di strizzare l'occhio così da vedere una nuova semplificazione delle uova. Il tomista sta alla luce del sole della confraternita umana, nella comune consapevolezza che le uova non sono galline né sogni né meri assunti pratici, ma cose attestate dall'autorità dei sensi, che viene da Dio". 

Credo che l'esempio di Chesterton possa aiutarci a capire, anche ai nostri giorni, quale tipo di battaglia si debba intraprendere. Egli coniugava ortodossia e umorismo cristiano, miscelando intelligentemente provocazione e sorpresa in quella sintesi mirabolante chiamata "paradosso". Con un gioco di parole molto serio egli definiva in questo modo l'importanza del dogma e dell'ortodossia: "Insegui il dosso (nel significato di doxa=opinione), persegui il dosso affinché il dosso sia ortodosso". Egli non tralasciava nulla di intentato per favorire la conversione dell'uomo e credeva che la filosofia di San Tommaso sarebbe stata la garanzia permanente della sanità mentale. Chesterton era consapevole che il crollo, prima ancora che essere di carattere morale, aveva a che fare con il pensiero, con l'ortodossia.

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La biografia di San Tommaso d'Aquino di Chesterton è disponibile anche nella nuova edizione Fede & Cultura (con nuova traduzione) su www.pumpstreet.it


venerdì 15 gennaio 2016

Un aforisma al giorno

È consuetudine lamentarsi del trambusto e del dinamismo della nostra epoca; ma in verità la caratteristica principale di quest'epoca è la sua profonda pigrizia e stanchezza, ed è precisamente questa effettiva pigrizia la causa dell'apparente trambusto. Prendete un caso visibilissimo: le strade sono piene del rumore dei taxi e delle automobili, dovuto non all'attività, ma al riposo umano. Ci sarebbe meno trambusto se ci fosse più attività: se la gente semplicemente andasse a piedi. Il nostro mondo sarebbe più silenzioso se fosse più energico.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Un aforisma al giorno

Il culto del successo è l'unico di tutti i possibili culti di cui si possa dire che i suoi seguaci sono condannati a diventare schiavi e codardi.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici

Un aforisma al giorno

Imbucare una lettera e sposarsi sono tra le poche cose ancora assolutamente romantiche, perché per essere assolutamente romantica una cosa deve essere irrevocabile.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici

Un aforisma al giorno

Puoi giurare fedeltà ad un'accolita di monaci,
o di fronte ad una moglie graziosa,
ma questo è il modo dei Cristiani:
che il loro giuramento dura fino alla fine.

Gilbert Keith Chesterton, La Ballata del cavallo bianco

Un aforisma al giorno

È l'unico argomento dell'autorità genitoriale. Nel trattare con i fanciulli abbiamo il diritto di imporci perché se usassimo la persuasione rovineremmo l'infanzia.

Gilbert Keith Chesterton, La serietà non è una virtù

giovedì 14 gennaio 2016

Un fumetto chestertoniano...


Nella Scuola Libera Chesterton di San Benedetto del Tronto c'è una ragazza che ama molto disegnare e che ha sintetizzato il capitolo di Ortodossia intitolato La Bandiera del mondo in questi coloratissimi quadretti.

Bravissima, Piera!

martedì 12 gennaio 2016

Un aforisma al giorno

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
Thinking is a narrowing process. It leads to what people call dogma.



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Un aforisma al giorno (essere cattolici o protestanti non è la stessa cosa...)

La differenza tra il Puritanesimo e il Cattolicesimo non riguarda l'attribuire sacralità o meno a certe parole o a certi gesti dei preti. Sta nel decidere se ogni parola e ogni gesto è decisivo e sacro.
Qualsiasi gesto quotidiano è, per il cattolico, una scelta drammatica di servire la causa del bene o del male. Per il calvinista nessun gesto possiede questo tipo di solennità, perché riguardo alla persona che lo compie è già stato deciso tutto fin dall'eternità, e quindi a lei non resta che trovare il modo di riempire il proprio tempo fino al giorno del giudizio universale.
La sottigliezza della differenza è più fine dei budini natalizi o dei teatrini domestici; la differenza è che, per un cristiano come me, questa breve vita terrena è intensamente spaventosa e preziosa; per un calvinista, come il signor Shaw ha confessato di essere, essa è un automatismo per nulla interessante.
Per me questi settant'anni sono una battaglia. Per un calvinista che aderisce al Fabianesimo (per sua stessa ammissione) gli uomini sono solo una lunga processione di vincitori coronati d'alloro e di sconfitti in catene.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

Una simpatica riflessione di Umberta Mesina...

Buongiorno! Il nuovo anno potrebbe essere un anno vissuto chestertonianamente, per me; vediamo come proseguirà. 
Stamattina abbiamo scoperto che i ladri erano entrati nella proprietà di un nostro vicino di casa che non vi risiede, quindi la sua casa stanotte era vuota. hanno rubato solo la jeep, probabilmente per fare qualche spaccata, ma mia madre si spaventa quando sente queste cose, così ho deciso di prendere qualche misura di sicurezza. 
Dopo aver deciso di chiudere a chiave tutte le porte (cosa che non facevamo più da trent'anni), ho fatto il giro della casa dall'esterno, cercando di guardarla come la guarderebbe uno che volesse entrarci di soppiatto. 
Mentre guardavo le finestre, ho cominciato a pensare "Ma guarda un po' se una deve guardare la propria casa facendo finta di essere un ladro" e poi mi è venuto da ridere perché ho ripensato a Innocent Smith, l'Uomovivo, che entrava in casa sua dall'abbaino come un ladro! 
A volte ho cercato di guardare casa mia come la vedrebbe un estraneo, ma sempre con lo sguardo da... contro-comunista, diciamo (ai comunisti pare sempre che gli altri abbiano troppo; noi siamo poveri ma, superficialmente, sembra che siamo ben messi perché la casa e il giardino sono bellissimi. Non si vede che i miei genitori hanno dedicato ore e ore di tempo gratis a renderla così bella e ovviamente no fa comodo pensarci). 
Non mi era mai capitato però di guardarla come farebbe un ladro! 
Ovviamente ho trovato i punti deboli e ho stabilito le contromisure del caso. 
Non ha senso, per me, star lì a imprecare perché i carabinieri non prendono i ladri. Custodire la mia casa e la mia famiglia è compito mio prima che di chiunque altro. 
Che ne pensate? 
Ora vi saluto, ho un bastone da zavorrare Emoticon wink

lunedì 11 gennaio 2016

Il primo numero dell'Illustrated London News, 1842

La commemorazione dell'Illustrated London News in morte di Gilbert Keith Chesterton

Sierra Leone Chesterton Center - Il container è in partenza!

Pump Street (@pump_street)
Operazione SLCC - Il container è in partenza!
Caro John, stiamo arrivando

#distributism pic.twitter.com/kutPai3O9S


Un aforisma al giorno (merita)

G.K. Chesterton (@GKCDaily)
The modern world will accept no dogmas upon any authority; but it will accept any dogmas on no authority.




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Chesterton’s Pursuit of Holiness (La ricerca della santità di Chesterton) | di William Doino Jr. | da First Things

Chesterton's Pursuit of Holiness | William Doino Jr. | First Things 

Si parla di GKC, di Dale Ahlquist, di Michael Coren e di Paolo Gulisano.

Cose note ma si può rileggere.

Un aforisma al giorno

Esiste una risposta all'affermazione che coloro che hanno avuto le opportunità migliori probabilmente saranno le nostre guide migliori? Esiste una risposta alla spiegazione che coloro che hanno respirato aria pulita possono decidere meglio per coloro che l'hanno respirata nauseabonda? Per quanto ne so io, c'è solo una risposta, e quella risposta è il cristianesimo. Solo la Chiesa cristiana può offrire un'obiezione razionale alla fiducia completa nei ricchi. Perché sin dall'inizio ha sostenuto che il pericolo non era nell'ambiente dell'uomo, ma nell'uomo. Inoltre ha sostenuto che se ci mettiamo a parlare di un ambiente pericoloso, l'ambiente più pericoloso di tutti è l'ambiente più comodo.


Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia

Un aforisma al giorno

Tra i ricchi non troverete mai un uomo molto generoso, neanche per caso. Possono dare via i loro soldi, ma non potranno mai dar via se stessi, sono egoisti, segreti, asciutti come vecchie ossa. Per essere abbastanza furbo per avere tutti quei soldi, devi essere abbastanza noioso per volerli.


Gilbert Keith Chesterton, A Miscellany of men

Un aforisma al giorno

La maggior parte della libertà moderna è alla radice paura. E non è tanto che siamo troppo audaci per sopportare le regole, ma è piuttosto che siamo troppo timidi per sopportare le responsabilità.


Gilbert Keith Chesterton, What's Wrong With the World

sabato 9 gennaio 2016

Un bel libro di Hilaire Belloc (su Pump Street)

Pump Street in perfetta forma

Chesterton in altre parole - Jorge Luis Borges

I letterati che nel nostro solenne paese accondiscendono al genere autobiografico ci parlano di se stessi con un tono remoto e reverente, come se parlassero di un parente illustre incontrato talvolta alle veglie funebri; Chesterton, invece, è in gioviale intimità con Chesterton e perfino ne ride.

Jorge Luis Borges

(Ogni tanto va riproposto perché è vero, fa ridere ed è istruttivo per noi!)


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mercoledì 6 gennaio 2016

Dalla nostra Umberta Mesina, una bella riflessione su Cosa c'è di sbagliato nel mondo

Buongiorno! Vi capita mai di rivivere nella vostra vita quotidiana qualcosa che avete letto nei libri di GKC? 
Non mi riferisco alla constatazione che ormai bisogna combattere per dimostrare che le foglie sono verdi e simili citazioni. Dato il mondo intellettuale in cui siamo costretti a vivere, tutti siamo capaci di adattare _a posteriori_ qualcosa che abbiamo letto a qualcosa che succede. Questa però spesso non è esperienza, resta superficiale. 
Mi riferisco proprio a cose che vi capitano durante la giornata e all'improvviso vi viene in mente un pezzo di un qualche libro di Gilbert; e allora capite meglio o la cosa o il libro e anche i nessi di quella frase o di quella cosa con il resto della realtà. 
A me ogni tanto succede. Mi è successo anche ieri mentre guardavo mio padre che riparava un paio di guasti a casa. 
Io abito con la mia famiglia in campagna, siamo una famiglia di agricoltori, e mio padre sa fare un sacco di cose: gli ho visto costruire muretti, fare il fabbro, il meccanico, sistemare interruttori e prese... Non può fare tutto, però può fare molte cose che ormai siamo abituati a delegare a qualcun altro, specializzato nella sua attività particolare e pagato per svolgerla. Ieri l'ho osservato mentre faceva due di queste cose e mi veniva in mente il capitolo II della terza parte di "Cosa c'è di sbagliato nel mondo", dove Gilbert parla proprio dello spezzettamento delle funzioni, prima per gli oggetti e poi per gli uomini:
«Confrontiamo insieme questi ritrovati, nuovi e antichi, e constateremo l'attuarsi di una tendenza generale. Un tempo si trovava ovunque un grande oggetto che aveva sei finalità, oggi ci sono dappertutto sei piccoli oggetti; oppure, è più facile trovare (e questo è il problema) cinque oggetti e mezzo». 
Questo non è negativo in sé; ma la tendenza diventa negativa quando comincia ad applicarsi a tutto, il che ci paralizza: «Qualsiasi cosa è stata separata da qualcos'altro e tutto si è congelato». 
Solo che «questa capacità di adattarsi a molte finalità era una specie di forza che non dovrebbe sparire completamente dalle nostre vite. .... anche gli uomini moderni saranno d'accordo con me nel vedere un merito nella capacità di adattarsi a più funzioni, un merito che può facilmente non essere riconosciuto. Questo equilibrio e questa universalità sono stati i capisaldi della visione di molti uomini in diverse epoche. .... ma la grande massa degli uomini è sempre stata incapace di raggiungere questa universalità, a causa del tipo di lavoro che svolge. E sottolineo: non perché gli uomini hanno un lavoro. .... Ciò che rende difficile all'uomo comune di essere universale è che l'uomo comune deve essere uno specializzato: non solo deve imparare un mestiere ben preciso, ma deve impararlo così bene da tenerselo stretto in una società parecchio spietata». 
Questo succedeva anche in passato, ma forse adesso succede di più. 
Gli agricoltori però sono più universali di altri uomini – e questo forse rende ragione del fatto che molti cercano, o almeno sognano, di tornare all'agricoltura. È vero che tanti di loro sono quel che mia sorella definisce "neobucolici" ma credo che, sotto sotto, anche i NB si muovano per questa esigenza di universalità. 
A parte questo, se mio padre non sapesse fare piccole riparazioni elettriche e meccaniche, se avessimo dovuto attendere gli specialisti del caso, adesso saremmo senza automobile e senza riscaldamento. Così, mentre lo guardavo, mi veniva in mente che davvero noi ci stiamo perdendo una bella fetta di vita e una grande forza. Una forza che invece hanno (ancora) quelli che provengono da Paesi più poveri del nostro. 
Una volta accortami di questo, la sola cosa che ragionevole da fare è cercare di diventare più universale che posso. 
Altrimenti leggere Chesterton non mi servirebbe a niente.