sabato 30 luglio 2016

A proposito della Signorina di Prim...

.... riceviamo da Alessandro Musarra:

Vi segnalo un articolo molto bello dell'autrice, sul libro e i temi connessi.

Viene, tra l'altro, citato anche Chesterton.

Si trova nel pdf al link che segue (rivista "Studi Cattolici" di novembre 2015) [vedere da pag. 18 (776)]: 

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=5&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjhkLqmipfOAhXDfhoKHYvqDH0QFgg1MAQ&url=http%3A%2F%2Fmedia.vitaepensiero.it%2Frassegna_stampa%2Fallegati%2Fstudicattolici_nov2015.pdf&usg=AFQjCNFCUVaibeHrwr4qXOLjyi7eFHX8nQ&sig2=CP8pm-_v_GB4rmtMJUZmDQ&bvm=bv.128617741,d.bGs

Premetto che l'articolo anticipa alcuni contenuti del libro stesso.

Riporto due brani particolarmente luminosi, sul tema della conversione:

"Naturalmente quando ci si converte, si paga un prezzo in prima persona. Ti separi dalla vita precedente, dagli amici con cui ti sentivi fortemente
legata. Si crea una sorta di abisso, alcune volte perché le persone non ti comprendono. Però con la conversione si passa dal vedere la vita come qualcosa che semplicemente accade a intuirla come un progetto di Dio. Si comprende allora che la vita ha
una bellezza speciale, un qualcosa di epico di cui prima non intuivi la portata. Anche se tocco con mano
tutti i giorni che la vita cristiana non è facile da incarnare. È una sfida molto alta e se non ci fosse la Grazia sarebbe impossibile. È fuorviante pensare al fatto che la vita cristiana sia facilissima e sempre all'insegna
dell'allegria. In verità, la vita cristiana è segnata dalla croce, anche se c'è una bellezza pure nella croce".

"(...) Ricordo Evelyn Waugh e questa percezione così chiara che aveva dell'effetto della grazia su se stesso
perché "Ritorno a Brideshead" è stato per me un modello al momento di plasmare la storia di conversione
contenuta ne "Il risveglio della signorina Prim". Waugh cercò di esporre in quel magnifico romanzo,
per quanto sia possibile spiegarlo, come la grazia ci guida attraverso gli avvenimenti della nostra vita, attraverso le persone che conosciamo, attraverso le nostre gioie e le tristezze, attraverso la contemplazione della bellezza e specialmente attraverso le molte ferite e le cadute. È ciò che, con tutte
le limitazioni che il tema richiede, ho tentato di fare nel libro ed è ciò che spiega perché le chiavi di questa terza lettura non siano evidenti come le altre. Perché di solito Dio non è evidente, sarebbe tutto molto più semplice se lo fosse, ma in realtà non lo è, e ciò è qualcosa che conoscono particolarmente bene i convertiti: è l'esperienza della grazia che agisce
in modo soave, che parla piano, che parla all'udito, senza fretta, senza forzare, con delicatezza. (...)"


Alessandro Musarra


Inviato da iPhone

E qui è al Bird and Baby...

... per i fissati di Tolkien e Lewis, cioè a Oxford al pub The Eagle and the Child, dove gli Inklings si trovavano una volta a settimana.

Betta, la nostra inviata speciale, è a Beaconsfield e a Oxford...

... è quindi impegnatissima a fotografare tutte le cose che riguardano GKC, anche il suo pub preferito, il White Hart.

giovedì 28 luglio 2016

Un aforisma al giorno (grandissimo, schiantiamocelo in testa, per favore...)

Verso la fine del XIX secolo comparvero due incredibili figure: il puro Conservatore ed il Progressista ad oltranza; due figure che sarebbero state sommerse dal riso in qualsiasi altro periodo della storia umana. Non credo ci sia mai stata generazione di uomini che non abbia compreso la follia del semplice andare avanti o del solo star fermi; del puro progresso e della pura conservazione. La commedia greca del genere più grossolano avrebbe potuto forse presentarci lo spettacolo grottesco dell'uomo che vuol conservare a tutti i costi: sia che si tratti dell'oro giallo, sia che si tratti della febbre gialla. Nel più uggioso dramma medioevale avremmo potuto assistere alla farsa del gentiluomo progressista che essendo passato dal Paradiso al Purgatorio, decidesse di andare più lontano e più in basso.
Il XII e XIII secolo furono età di impetuoso progresso; gli uomini si dettero in fretta a costruire strade, ad allacciare commerci, ad istituire parlamenti, a redigere somme filosofiche, a fondare università e leggi universalmente valide, e guglie che mai sino allora avevano osato sfidare il cielo. Ma questi stessi uomini non avrebbero mai detto che desideravano il progresso, ma bensì strade, parlamenti e campanili a guglie... Soltanto i progressisti e i conservatori si sono contentati di due semplici parole.

Gilbert Keith Chesterton, Shaw

Un aforisma al giorno

Un cattolico che mette il cattolicesimo in un romanzo, in una canzone o in un sonetto o in un qualsiasi altro mezzo espressivo non fa della propaganda, ma agisce semplicemente da cattolico.

Gilbert Keith Chesterton, La mia fede


Questo ed altri spettacolari aforismi li trovate nel Diario della Scuola Libera G. K. Chesterton...

mercoledì 27 luglio 2016

Trevisan e Gulisano all'Happening di Salsomaggiore Terme

Eccoli, i nostri Fabio Trevisan e Paolo Gulisano, sorridenti e allegri all'Happening di Salsomaggiore Terme, fotografati dalla nostra Betta. Tutti sono stati contenti.

lunedì 25 luglio 2016

Un aforisma al giorno (proposto e riproposto, sempre più attuale, sempre più bello)

Quando i dogmatici fecero una sottile distinzione fra la sorta di onore dovuto al matrimonio e quello dovuto alla verginità, stamparono la civiltà di un intero continente con un marchio di rosso e di bianco, marchio che non tutti rispettano, ma che tutti riconoscono, anche mentre l'oltraggiano.

Gilbert Keith Chesterton, Capelli spaccati in quatto, da Il Frontespizio ottobre 1934, annata XII, pp. 8-9

venerdì 22 luglio 2016

Un aforisma al giorno

Chesterton Society (@AmChestertonSoc)
"Heroism. . . this universal readiness to die is the sign of something divine in man." - #GKChesterton #NewWitness

Un aforisma al giorno

Tutta la differenza tra costruzione  e creazione è esattamente  questa: che  una  cosa  costruita può essere amata solo dopo che sia stata costruita; ma una cosa creata è amata prima che essa venga ad esistere.


Gilbert Keith Chesterton, Appreciations and Criticisms of the Works of Charles Dickens

giovedì 21 luglio 2016

Un aforisma al giorno

G. K. Chesterton (@GKCDaily)
There is no such thing as an uninteresting subject: there is only such a thing as an uninterested person.


martedì 19 luglio 2016

Tommaso Moro: testimoniare con grazia – di Paolo Gulisano | da Riscossa Cristiana

San Tommaso Moro è uno dei santi più amati da GKC (domandò che la chiesa parrocchiale di Beaconsfield fosse intitolata anche a lui, a San Giovanni Fisher e ai Martiri Inglesi, oltre che a Santa Teresina - lasciò una bella somma perché si edificasse al suo interno una cappella nello stile di una cella della Torre di Londra) e Paolo Gulisano ne ha tracciato una biografia.

http://www.riscossacristiana.it/tommaso-moro-testimoniare-con-grazia-di-paolo-gulisano/

lunedì 18 luglio 2016

Le colline e il mare, di Hilaire Belloc (da Crisis Magazine)

Crisis Magazine (@CrisisMag)
Belloc's Hills and the Sea crisismagazine.com/2016/bellocs-h…


Roberto Prisco interagisce sulla questione di Italo Calvino...

Riceviamo da Roberto Prisco in arte Rob e volentieri pubblichiamo (anzi, pubblico io Marco Sermarini, ed abbozzo una risposta):

_____________________

Caro Marco,


Vedo dal blog che hai affrontato il problema dei rapporti tra Calvino e GKC.
Ti passo qui sotto delle mie considerazioni scritte trempo fa sul problema.
Aldilà di quanto ho scritto non vedo come equiparare un opportunista come Calvino membro del comitato centrale del partito comunista e dirigente della casa editrice Einaudi al giovane GKC che sfidò tutto l'establishment culturale e politico inglese per affermare il diritto all'indipendenza di quella nazione di puritani schiavisti che era formata dai Boeri.
Se Calvino ammirava così tanto GKC perché non lo ha seguito? Lo stesso possiamo chiederci di Borges.
Perché lo ritenevano un pazzerellone e non apprezzavano la profondità del suo pensiero, che noi adesso dobbiamo rivendicare e difendere. GKC non era un clown!


Ciao
Rob


_____________________

Sono lieto che Roberto abbia proposto alla nostra attenzione le sue considerazioni qui sopra riassunte e meglio espresse nell'articolo di cui al collegamento sempre sopra riportato.

Mi fa piacere perché discutiamo e probabilmente ci aiutiamo ad avere delle idee più chiare ed approfondite su Chesterton e poi anche su chi ammira ed ha ammirato Chesterton.

In ogni modo il mio intento, nel sinteticissimo post della scorsa settimana su Calvino e nel riportare alcuni passaggi che Calvino scrisse su di lui (uno dei quali è l'arcinoto "Voltaire cattolico e Chesterton comunista"), era quello di svelare un duplice atteggiamento che si verifica talvolta in chi incontra Chesterton: da una parte una forte attrazione, camuffata da critiche davvero risibili e che nella loro risibilità svelano la loro strumentalità (ossia: servono a far vedere un distacco che non si ha davanti a Gilbert), dall'altra una inspiegabile e misteriosa sosta davanti all'ultimo passo che conduce al gigantesco segreto (che segreto non è) di Chesterton, ossia il suo amore per Nostro Signore Gesù Cristo, manifestantesi nei grandi motivi del suo pensiero (la gratitudine, è meglio esserci che non esserci, l'uso della ragione, eccetera...).

E' l'inspiegabile atteggiamento di Calvino che vorrebbe essere il Chesterton comunista (che significa? Che lo si ammira tanto ma che non si vuole lasciare la vita strana per paura...) e di Borges che dice che la ragione per Chesterton erano solo le credenze cattoliche e lui non le condivideva, ma poi dice: le ore più belle della mia vita le ho passate leggendo Chesterton...

Il contributo di Roberto è notevole e vi consiglio di leggerlo.

E agli "ammiratori" di Chesterton dico: buttatevi dall'altra parte, cavolo, ragazzi, senza perdere tempo! Fate come noi...

Marco Sermarini

domenica 17 luglio 2016

La serietà non è una virtù - di Fabio Trevisan (da Riscossa Cristiana)

"Non amo la serietà. Penso che sia antireligiosa. O, se preferite l'espressione, è un vezzo di tutte le false religioni"


zLa-serieta-non-e-una-virtu_large

Chesterton iniziava così il breve saggio Sulla serietà contenuto nel volume dal titolo emblematico: "La serietà non è una virtù". Egli aveva dovuto subire, nel corso della sua felice attività di giornalista e romanziere, gli strali lanciati da chi lo considerava uno scrittore poco serio (basti vedere il capitolo dedicato all'ex sacerdote cattolico Joseph McCabe nel saggio Eretici del 1905) a cui aveva replicato con un umorismo intelligente e raffinato: "Il contrario di divertente non è serio ma "non divertente". Chesterton, lo disse più volte, aveva risposto efficacemente a quelle insipide critiche, mostrando quanto fosse bello scrivere cose intelligenti con un sano umorismo cristiano.

Un grande suo epigone è stato in Italia Giovannino Guareschi e ringrazio Alessandro Gnocchi (con il compianto Mario Palmaro) di avermelo fatto conoscere. Insieme avevamo constatato che questi due grandi autori (Chesterton e Guareschi) costituivano un reale antidoto alle "rigidità seriose" dei cosiddetti "professionisti della controrivoluzione", a quelle élite tradizionaliste che non consideravano affatto degne di nota occuparsi di questi scrittori "poco seri". Era riprovevole rendersi conto che, in un'Italia dove l'egemonia culturale della sinistra progressista era palese, anche gli alfieri controrivoluzionari non studiassero e non prendessero in giusto conto la disamina delle opere di Chesterton e Guareschi. Passo dopo passo si è ancor più realizzato che chi avversava, per diverse ragioni, questo straordinario umorismo cristiano non considerava "seriamente" nemmeno coloro che (come il sottoscritto, Alessandro Gnocchi, Paolo Gulisano e altri) da decenni si occupavano di questi formidabili e veri controrivoluzionari, riconoscendo nei loro confronti una grande necessità di farli conoscere, leggere, approfondire. Voglio qui ringraziare, a tale scopo, Paolo Deotto che mi ha dato l'opportunità di scriverne periodicamente.

Un altro fastidio che si è potuto rilevare è stato quello  di sentire menzionati impropriamente e superficialmente, attraverso citazioni spesso estrapolate dal contesto e quindi erronee, questi due grandi autori cattolici. A dirla veramente tutta credo che, attraverso Chesterton e Guareschi, si ponga davvero il confine tra chi predilige (come il sottoscritto) una battaglia culturale popolare e a tutto campo a chi preferisce una disputa più ristretta e aristocratica. Tra chi ama sorridere e prendersi "poco sul serio" (come facevano umilmente Giovannino e Gilbert) a chi mantiene un riserbo e un controllo "superbo" su se stesso. So benissimo che una frase come quella di Chesterton in Ortodossia del 1908: "Gli angeli volano perché sanno prendersi alla leggera" farebbe arricciare il naso e drizzare i capelli a qualche èlitario della controrivoluzione che si prende invece pesantemente sul serio e che quindi non riesce proprio a spiccare il volo! Anche Guareschi, quando si guardava allo specchio e si mirava talvolta nel suo aspetto corrucciato e serio, affermava: "Giovannino, quanto sei fesso!". Invitavano alla scuola dell'umorismo, a non versare il cervello all'ammasso. L'appello ai trinariciuti non era prerogativa esclusiva, ne sono sicuro, dei social-comunisti, basti guardare nei nostri tempi alla galassia "trinariciuta" nel mondo cattolico.

Credo che sia sufficientemente chiaro ora quanto di questi due grandi autori ci sia estremamente bisogno, poiché abbiamo necessità di persone di questo calibro che facciano pensare, sorridere e talvolta commuovere.

venerdì 15 luglio 2016

A proposito di Italo Calvino e di Chesterton

Italo Calvino fu uno scrittore certamente singolare.

È uno dei cosiddetti «chestertoniani insospettabili»: da persone lui (come da tanti altri: Borges, Gramsci, Sciascia e non solo...) non ci aspetteremmo un'attrazione così profonda per Chesterton. Eppure questo accadde. Lo scritto che ho riportato qualche post addietro ne è testimonianza. Il riferirsi a Chesterton per meglio chiarire il proprio pensiero d'altronde era uno dei modi in cui l'altro insospettabile, Jorge Luis Borges, dimostrava la sua vera e propria dipendenza dal nostro Gilbert (le sue lezioni di letteratura inglese ne sono intrise).

Uomini singolari, spesso attratti dalle caratteristiche di Chesterton che più sono lontane dalle loro scelte concrete. È come se desiderassero con forza il dono della fede, dell'intelligenza cristiana, della speranza e dell'allegrezza di Chesterton, senza volerlo ammettere fino in fondo.

A proposito di Italo Calvino, contribuisco a collocare una delle sue affermazioni più famose a proposito di Chesterton che spesso vengono citate senza darne la fonte.

Italo Calvino disse:

«Amo Chesterton perché voleva essere il Voltaire cattolico e io volevo essere il Chesterton comunista…».

Si tratta di una parte di una lunga risposta alla domanda (l'ultima) «Quali sono i romanzieri che preferite e perché?» nel corso di un'intervista a Nuovi Argomenti n° 38-39 del Maggio - Agosto 1959. Gli altri autori amati sono Stendhal, Puškin, Hemingway, Stevenson (amato anche da Chesterton!), Čechov, Conrad, Tolstoj, Manzoni, Flaubert, Poe (di lui Borges in una delle sue lezioni disse che Chesterton ne avrebbe potuto imitare il senso del gotico ma non lo fece), Twain, Kipling (criticato da Chesterton in Eretici), Nievo, Jane Austen (oggetto di appunti di Chesterton), Gogol', Dostoevskij, Balzac, Kafka (anche lui in qualche modo toccato da Chesterton!), Maupassant, Mansfield, Fitzgerald, Radiguet, Svevo…

Marco Sermarini

Dal Carteggio Casati - Prezzolini una delle frasi più belle di uno dei più bei libri di Chesterton

Alessandro Casati (1882-1955) e Giuseppe Prezzolini (1882-1982) si scambiarono una serie cospicua di lettere.

In questa da Casati a Prezzolini si cita il capitolo "Cercasi uomo non pragmatico" di Cosa c'è di sbagliato nel mondo, una delle prese di posizione a mio avviso più geniali ed importanti di Chesterton.

Casati lo aveva letto nel 1910, quindi (come dimostra la citazione del capitolo) dal commento di qualcuno che lo aveva letto in inglese (Chesterton non era ancora mai uscito in lingua italiana).

Occorre essere in stato di rivoluzione eterna per non lasciar passare come acqua proposizioni come questa.

Marco Sermarini
Alessandro Casati
Giuseppe Prezzolino

Chesterton in altre parole - Italo Calvino su Chesterton e Dickens

«Il titolo Il migliore dei mondi impossibili Citati l'ha tratto dallo scrittore del nostro secolo che ha più amato Dickens, G. K. Chesterton. Su Dickens, Chesterton ha scritto un libro e poi le introduzioni a molti romanzi per l'edizione della "Everyman's Library". In quella per Our Mutual Friend, egli comincia prendendosela col titolo. "Il nostro comune amico" ha un senso, in inglese come in italiano; ma "il nostro mutuo amico", "il nostro amico reciproco" cosa può voler dire? Si potrebbe obiettare a Chesterton che l'espressione compare per la prima volta nel romanzo come detta da Boffin, il cui eloquio è sempre spropositato; e che, anche se il legame del titolo col contenuto del romanzo non è tra i più evidenti, pure il tema dell'amicizia vera o falsa, vantata o nascosta, distorta o sottomessa a prove, vi circola in ogni sua parte. Ma Chesterton, dopo aver denunciato l'improprietà linguistica del titolo, dichiara che proprio per questo il titolo gli piace. Dickens non aveva fatto studi regolari e non era mai stato un fine letterato; è per questo che Chesterton lo ama, ossia, lo ama quando quando si mostra così com'è, non quando pretende d'essere qualcosa 'altro; e la predilezione di Chesterton per Our Mutual Friend va a un Dickens che torna alle origini, dopo aver fatto vari sforzi per ingentilirsi e mostrare gusti aristocratici. Sebbene Chesterton sia stato il migliore rivendicatore della grandezza letteraria di Dickens nella critica del nostro secolo, mi pare che il suo saggio su Our Mutual Friend riveli un fondo di condiscendenza paternalistica del letterato raffinato verso il romanziere popolare».

Italo Calvino, Charles Dickens, Our Mutual Friend, da Spazzatura d'oro, "Repubblica", 11 Novembre 1982

giovedì 14 luglio 2016

Ecco in anteprima da Lindau «Il giardino di fumo ed altri racconti del mistero» di G. K. Chesterton

Continuiamo ad aiutare la Scuola Libera Chesterton

La nostra scuola è una scuola chestertoniana ed allora, siccome i soldi sono un bene fungibile (=sono come l'acqua, la frutta, il grano, quando finiscono sono finiti… lo dico perché alcuni intelligentemente ci dicono: ma chiedete sempre soldi! Rispondo pazientemente: e certo..!) e l'educazione è una delle massime opere di carità (sottolineo il carattere caritativo della Scuola Libera Chesterton perché una vera scuola non è un'azienda e non è fatta per il profitto economico), torno a chiedere agli amici chestertoniani di contribuire alla nostra piattaforma di crowdfunding.

Ieri 13 Luglio 2016 i nostri alunni hanno completato gli esami di maturità, quindi siamo in vacanza (in apparenza: il lavoro per la scuola va avanti per tutto l'anno, sempre, e non conosce soste, quasi mai!). Per questo vi ricordiamo di aderire alla nostra piattaforma di crowdfunding in vista del prossimo anno scolastico in cui dovremo affrontare nuove avvincenti sfide (nuovi alunni, nuovi indirizzi, mai addormentati, mai domi, sempre al lavoro per la vera educazione...). Rivoluzione eterna, diceva uno che conosciamo bene, sempre a ripitturare l'insegna… Grazie!!!

Qui sotto c'è il collegamento per aderire, e ancora più sotto le foto dello spettacolo teatrale finale dei ragazzi della Scuola Media: per noi il teatro non è una pezza da mettere così per divertimento, ma un mezzo per insegnare, educare, far uscire fuori il meglio di ognuno di questi bambini e ragazzi, è parte del curriculum (e questo comporta sacrificio per gli insegnanti e per i ragazzi perché è quella che qualcuno chiamerebbe "una cosa in più" rispetto a quelle che lo Stato ci chiede). 

Guardate le facce dei ragazzi e poi mi dite se vengono a scuola tristi o allegri...


mercoledì 13 luglio 2016

Un aforisma al giorno

G. K. Chesterton (@GKCDaily)
Children learn in kindergartens precisely because there is more philosophy in one basket than in the majority of libraries.


Un aforisma al giorno

Chesterton Society (@AmChestertonSoc)
"Democracy is not the majority; it is the whole." - #GKChesterton #NewWitness




Inviato da iPhone

martedì 12 luglio 2016

A proposito de "Il risveglio della signorina Prim", di Natalia Sanmartin Fenollera

Diverse persone ci hanno segnalato l'esistenza di questo libro che "sa" molto di distributismo. Personalmente l'ho acquistato ed è in coda per essere letto. Siccome Alessandro Musarra, uno dei nostri soci e lettori, ci ha stimolato in tal senso ("che ne pensate…?" ecce

tera, eccetera…), io mi sono permesso di ribattere il chiodo e chiedergli: tu che l'hai letto che ne pensi?

Ecco allora lo scambio di mail e la recensione. Sono bene accette altre opinioni sul volume che si presenta bene. Un grazie cordiale e sincero ad Alessandro Musarra che si è prestato al gioco (che poi gioco non è: reperire in opere non marcatamente della nostra 

Marco Sermarini 

Buongiorno,

vi segnalo un romanzo che ho appena finito e ho trovato molto riuscito... e molto chestertoniano! Mi sembra che non ne abbiate mai parlato: "Il risveglio della signorina Prim", di Natalia Sanmartin Fenollera.
Vi riporto in allegato una pagina.
Grazie di tutto quel che fate per il nostro Chesterton!

Alessandro

_________________________

Gentile Socio,
dopo aver contattato il Presidente della società, le aggiungo a quanto già risposto nella precedente mail che del libro che ci ha segnalato non abbiamo ancora parlato. Le chiedo quindi, visto che lo ha letto, di scriverne una recensione (…). Potrebbe anche, qualora volesse, indicarci un po' di più circa l'ispirazione di questo romanzo (ad esempio: come l'ha giustificato la sua autrice?). 
Il Presidente lo ha acquistato e attende di leggerlo.

La ringrazio ancora per la segnalazione.

Cordiali saluti,

La Segreteria Volante

_______________________

Buongiorno, 

ho letto con piacere che mi avete preso seriamente, non so se avete fatto bene. Comunque anche io ho preso seriamente voi e ho pertanto scritto qualche riga, come richiestomi. A voi, qui sotto.

Premetto: per quanto mi ritenga indubbiamente un estimatore di Chesterton, non ho letto molte sue opere. Pertanto il mio giudizio attende certamente conferme o smentite più esperte. Nessuno meglio di voi.

Buona Domenica!

Alessandro



Breve recensione – scritta per chi non ha letto il romanzo, nessuna anticipazione sulla trama

Ho letto di recente un romanzo che mi ha stupito piacevolmente e mi sento di segnalare e consigliare. Scritto da un'anonima giornalista spagnola di economia al suo primo approccio alla narrativa, "Il risveglio della signorina Prim" sembra uscito fuori da un mondo lontano, molto lontano dal nostro e dai tempi in cui viviamo. Proprio per questo è perfetto per tentare di riportarci dove dovremmo essere, e di rimetterci in contatto con le cose più vere e belle.
Natalia Sanmartin Fenollera è riuscita a scrivere un romanzo politicamente scorretto con grande intelligenza, senza urtare troppo la sensibilità dell'uomo moderno, veicolando messaggi importanti con delicatezza, direttamente alla sua anima, senza sfidarlo in modo polemico e inutile.
Nel romanzo si racconta di una giovane bibliotecaria che si ritrova a lavorare in un paese di nome Sant'Ireneo di Arnois. Il paese e il proprietario della biblioteca si riveleranno da subito molto diversi dagli schemi a cui è abituata. La protagonista imparerà a conoscere e via via comprendere questo piccolo microcosmo, attraverso le vicende e i dialoghi con gli abitanti del luogo. Situazioni che stimoleranno con continuità in lei domande, turbamenti, riflessioni: un percorso personale profondo che il lettore potrà gustare con curiosità ma anche leggerezza.
Dove mi sembra l'autrice dimostri più talento è nella caratterizzazione dei personaggi, psicologicamente ben strutturati e credibili; e nella capacità di costruire un'opera che si può leggere a diversi livelli, eppure tutti godibili. Il risultato è un romanzo molto originale, costruito armoniosamente, molto denso eppure leggero alla lettura. Che diverte, intrattiene, fa riflettere, trasmette valori importanti e soprattutto fa del bene al cuore del lettore.

Per gli amanti di Chesterton, confermo e rafforzo l'invito a leggere il libro. Sebbene forse altre categorie di persone abbiano più bisogno delle riflessioni che l'opera stimola, chi ama Chesterton dovrebbe però avere più di altri gli strumenti per godere da subito appieno di tutto il valore del romanzo: sarà come la sensazione di respirare, magari ad agosto, tanta aria fresca e pulita. 
Lo spirito chestertoniano si può incontrare sin da subito, nella lettura dell'annuncio pubblicato sul giornale e nel dialogo paradossale tra l'aspirante bibliotecaria e il datore di lavoro. Ma, senza anticipare nulla, posso dirvi che in tutta Sant'Ireneo di Arnois si respira un'aria chestertoniana. Si concepisce la vita come un dono che si può assaporare in tutto, anche e soprattutto nelle piccole cose, a partire dal cibo. Si concepisce la vita sociale con uno stile molto "distributistico". Si apprezzano grandemente le tradizioni, ci si dedica ad agevolare i matrimoni, si respira una certa leggerezza e non manca il buon umore. Si crede in un'educazione e in un'istruzione gestita dalla famiglia e dagli amici, non da istituzioni calate dall'alto. E tutto questo ha un'origine ben precisa: una profonda conversione e una grande e lucida fede.

Leggo ora, a conferma di quanto scritto: Natalia Sanmartin Fenollera racconta in un'intervista di essere cattolica credente e di avere recuperato la fede proprio grazie ad alcuni autori inglesi tra cui Chesterton (gli altri: Newman, Lewis, Tolkien, Waugh).

In merito all'ispirazione per questo lavoro, l'autrice dichiara, in un'altra intervista: 
Il risveglio della signorina Prim nasce da tutto quello che sono al di là del mio lavoro. Io sono una grande lettrice e credo che uno scrittore si alimenti non solo di cibo, ma anche di pagine lette. Mi interessava parlare di due visioni della vita contrapposte, quella della modernità, rappresentata dalla Signorina Prim e quella della tradizione, impersonata dall'"uomo dello scranno".

Alessandro Musarra

lunedì 11 luglio 2016

Un aforisma al giorno

Chesterton Society (@AmChestertonSoc)
"A miracle is a miracle and means something; it means that materialism is nonsense." - #GKChesterton #NewWitness


Il giardino di fumo di GKC, Lindau

Da ACI Prensa - 7 datos sobre la vida del escritor y apologeta católico G.K. Chesterton

https://www.aciprensa.com/noticias/hace-80-anos-fallecio-el-escritor-y-apologeta-catolico-gk-chesterton-84327/

Segnalazione - W. Golonka, Gilbert Keith Chesterton - Portrait philosophique d'un écrivain (1874-1936)

Gilbert Keith Chesterton - Portrait philosophique d'un écrivain (1874-1936)
Wojciech Golonka

François-Marie Chautard (prefazione)

Data di pubblicazione: 14/03/2016 Editore: Cerf Collection : Cerf-Patrimoines ISBN : 978-2-204-10640-5 EAN: 9782204106405 - pagine 432.


Wojciech Golonka è polacco. Si tratta della sua tesi di dottorato scritta sotto la direzione del professor Marcin Karas, difesa il 16 settembre 2013.


Si tratta di una "sistematizzazione filosofica delle principali opere di Gilbert Keith Chesterton". In essa si insiste su quello che l'autrice definisce "il realismo epistemologico" di Chesterton. Dice ancora che "l'insieme del pensiero di Chesterton non è una pura filosofia quanto piuttosto una dialettica filosofica secondo il senso aristotelico della frase".

È interessante che qualcuno trovi una sistematicità nel pensiero di Chesterton: tutti quelli che si sono impegnati sinora con il suo pensiero si sono limitati a dire che è "un pensatore non sistematico". Ma il problema è che non è vero: più sistematico di uno che ripete a sfinire una serie di idee praticamente in tutte le sue opere, inclusi gli articoli apparentemente "leggeri".

Bene. Sarebbe bello leggere cosa sostiene questo ricercatore.

Marco Sermarini



sabato 9 luglio 2016

Un aforisma al giorno

G. K. Chesterton (@GKCDaily)
The moment we care about politics and a sane order of society, we have a revolution.




Inviato da iPhone